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Tecnologia XLAM per un’abitazione di classe energetica A+

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Una casa passiva realizzata a Bione, un comune in provincia di Brescia, è il progetto ad opera dall’architetto di origini brasiliane Marçio Tolotti, titolare di Estudoquarto, per un’abitazioneche sfrutta pienamente i vantaggi della tecnologia XLam. L’orografia del terreno, caratterizzata da un importante dislivello che supera i 7,50 m, e i boschi circostanti, hanno suggerito l’architettura e le modalità costruttive di questa casa unifamiliare che si sviluppa su una superficie di 135 mq e si colloca in classe energetica A+.

AAA Xlam: a Milano il più grande quartiere di Social Housing d’Europa

AAA LA CONNESSIONE TRA FORMA E FUNZIONE
Questa abitazione in classe energetica A+ si sviluppa in lunghezza su un unico livello ed è suddiviso in tre sezioni che si inclinano in base all’andamento del terreno e all’esposizione del lotto.

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Le tre parti, di diversa larghezza, sono concatenate in modo da permettere una continuità degli spazi interni e quindi delle funzioni. L’ingresso è orientato a nord-ovest, chiuso e protetto da elementi scorrevoli in legno, il blocco centrale ospita invece la cucina, il bagno, la camera e la sala da pranzo, mentre la parte finale è orientata a sud-est, rivolta verso i boschi e la valle, completamente permeabile grazie alle ampie vetrate e ospitante le funzioni principali della casa, come il soggiorno, la camera padronale ed un bagno di servizio. Le vetrate, disposte a sud-ovest, garantiscono un apporto di calore gratuito nei mesi invernali.

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L’intera sagoma dell’edificio viene divisa internamente, lungo la sua lunghezza, tramite una parete che segue il colmo della copertura, ottenendo così due zone ben distinte, una con i servizi rivolta verso monte e l’altra con spazi pubblici e privati rivolti verso valle.

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AAA LA NATURA AL SERVIZIO DELLA STRUTTURA
Attraverso il legno, la natura fornisce il materiale principale utilizzato nella realizzazione di questa casa passiva. Tutta la struttura dell’abitazione è infatti in legno lamellare XLAM ed il suo montaggio prevede tempistiche di circa una settimana (con esclusione degli impianti) diminuendo notevolmente i tempi e i costi di cantiere.

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La tecnologia XLAM identifica una tipologia di pannelli realizzati in legno massiccio a strati incrociati ed incollati, con dimensioni variabili in base alle caratteristiche statiche e tecnologiche che si vogliono ottenere. Si prevede un minimo di 3 strati per un totale sempre dispari, maggiore sarà il numero di strati, maggiore sarà la portata e la stabilità del pannello. La rigidezza dei pannelli xlam li rende particolarmente adatti ad essere utilizzati per edifici in zona sismica, anche multipiano.
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I pannelli vengono solitamente rifiniti sia esternamente che internamente, in questo caso però l’idea è quella di avere un edificio totalmente integrato con la natura, sia nella forma, che ricorda un fienile, sia nei materiali, lasciando il legno di larice totalmente a vista sia all’interno che all’esterno.

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Il sistema costruttivo XLAM consente di unire le caratteristiche statiche delle tradizionali costruzioni massicce con le proprietà ecologiche del legno.  La casa si colloca in classe energetica A+ e consuma meno di 10 KWh/mqa, consentendo così un notevole risparmio energetico, un basso impatto ambientale e una diminuzione delle emissioni nocive dovute ai prodotti di scarto.

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Le vetrate che interrompono la struttura in legno consentono di immettere calore all’interno della casa e di mantenerlo grazie ad un recuperatore che utilizza un sistema di ventilazione meccanica controllata.
Per il recupero dell’acqua piovana, con scopo di irrigazione e sanitario, è stato installato un serbatoio da 10000 litri.
© Márcio Tolotti

Fonte: www.architetturaecosostenibile.it

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Domotica – RISPARMIO ENERGIA

Il sistema permette di effettuare il controllo della massima potenza impegnata (per esempio 3 kW) prevenendo l’intervento della protezione termica del contatore ENEL come conseguenza di un sovraccarico causato dall’accensione contemporanea di più elettrodomestici.

L’ammontare della potenza assorbita viene costantemente monitorato tramite una centrale di controllo che attiva in caso di sovraccarico, dei dispositivi attuatori per la sconnessione dei carichi connessi.

Oltre alla funzione precedentemente indicata, il sistema permette di gestire anche l’attivazione dei carichi secondo un piano di temporizzazione predisposto dall’utente.

Tutti i componenti del sistema Risparmio Energia filare sono caratterizzati dalla flessibilità installativa offerta dalla connessione a BUS.

I dispositivi infatti sono connessi in parallelo tra loro per mezzo di un cavo, a coppie intrecciate non schermato, che realizza il mezzo di trasmissione della tensione di alimentazione e delle informazioni.

Il sistema Risparmio Energia filare nella configurazione base si compone dei seguenti dispositivi:
– centrale di controllo carichi art. F421 con il rispettivo toroide TA per la gestione della potenza impegnata;
– attuatori art. L/N/NT4672 oppure art.F412 per la disattivazione/attivazione dei carichi dalla rete elettrica;
– pannello di visualizzazione (opzionale) art. N4682 per la centralizzazione delle informazioni e dei comandi degli attuatori

Con l’ impiego di un alimentatore art. E46ADCN è possibile estendere il sistema sia come numero di attuatori che come numero di pannelli di visualizzazione, compatibilmente con la corrente disponibile.

La centrale di controllo art. F421, mediante il toroide TA esterno, misura la potenza assorbita dai carichi connessi e la confronta con il valore preselezionato in fase di installazione (mediante selettori presenti nella centrale è possibile selezionare potenze di 1.5-3-4.5-6-9-12-15-18 KW. Un secondo selettore serve a fare la regolazione fine della potenza impostata in %. I microswitch posti in OFF gestiscono i carichi secondo una certa priorità. Questa priorità dipende dalla configurazione del relativo attuatore.

Infatti, ad ogni apparecchio da controllare è associato un attuatore art. L/N/NT4672 o art. F412 il quale, mediante la linea BUS, riceve le informazioni dalla centrale di controllo e provvede a sconnettere il carico dalla rete in caso di sovraccarico.

La sequenza di scollegamento degli attuatori è definita in fase di installazione per mezzo di configuratori numerati posti sul retro di ciascun attuatore nella sede denominata CC. Il configuratore 1 determina il primo distacco, il configuratore 2 il secondo distacco e così via. La centrale permette di gestire fino ad un massimo di 8 livelli di priorità e un numero di dispositivi in funzione della corrente di alimentazione disponibile. Nell’esempio illustrato, il forno, il boiler e la lavatrice rappresentano i carichi controllati tramite attuatori, mentre il frigorifero, per il quale non si vuole assolutamente interromperne il funzionamento, è collegato alla rispettiva presa senza attuatore.

In caso di sovraccarico il primo apparecchio che si sconnetterà sarà quello ritenuto meno importante dall’utente (nell’esempio il boiler, il cui attuatore avrà configuratore N° 1); il forno è invece l’apparecchio con maggior importanza (il rispettivo attuatore avrà configuratore N° 3) e si scollegherà dopo il boiler e la lavatrice.

L’utente può in qualsiasi istante riattivare l’apparecchio precedentemente sconnesso dalla centrale agendo direttamente sul pulsante presente sull’attuatore medesimo.

In questo caso se permane ancora la condizione di sovraccarico, la centrale abilita il funzionamento del carico selezionato ma scollegherà i successivi carichi meno importanti sino al rientro dal sovraccarico. Lo stato di funzionamento dei carichi è segnalato in ogni dispositivo attuatore e sulla centrale da indicatori luminosi.

E’ comunque possibile centralizzare le indicazioni luminose ed il comando degli attuatori in uno o più punti impiegando un apposito pannello di visualizzazione art. N4682.
Anche per tale dispositivo il numero massimo di apparecchi installabili è funzione della corrente disponibile.

CONFIGURAZIONE DEI DISPOSITIVI

Questa operazione si effettua sulla centrale F421 come descritto:
a) Selezionare la corretta potenza di contratto agendo sul commutatore rotativo (1) e porre il selettore.P% (2) sullo 0%.
b) Selezionare, ponendo il rispettivo microinterruttore(3) nella posizione ECO = ON, i carichi interessati anche alla gestione per fasce orarie.
Detta funzione, disponibile se alla centrale viene connesso un programmatore orario, permette di attivare il carico solo quando il contatto del programmatore orario è aperto.
Selezionare nella posizione ECO = OFF i carichi che si vogliono mantenere gestiti solo dalla funzione gestione energia.

PRIORITA’ DI DISATTIVAZIONE

Questa operazione consiste nell’assegnare agli attuatori un numero (da 1 a 8) che definisce il grado di priorità per la disattivazione dei carichi a seguito di un sovraccarico.

Questo numero varrà 1 nel caso in cui il carico dovrà disattivarsi per primo
varrà 2 per il secondo carico da disattivare e così via, fino ad arrivare ad un valore massimo 8 .

E’ comunque possibile configurare più attuatori con la medesima priorità, assegnando un numero uguale; in questo caso i carichi verranno disattivati contemporaneamente.

Essendo 2 i modelli di attuatori, mediante configuratori contrassegnati con il numero 1 e 2 inseriti nella rispettiva sede del pannello indicata con PV, si abilita il pannello stesso a riportare le indicazioni e i comandi dei diversi attuatori.

Se il configuratore è contrassegnato con 1 il pannello riporterà i comandi e le indicazioni degli attuatori con priorità da 1 a 4; se contrassegnato con 2 il pannello riporterà i comandi e le indicazioni degli attuatori con priorità da 5 a 8.

GESTIONE DEI SOVRACCARICHI

Impianto in condizioni normali

Il normale funzionamento dell’ impianto è segnalato sulla centrale mediante l’accensione dell’indicazione ON (1) colore VERDE, e sugli attuatori mediante l’indicatore luminoso (3) colore ARANCIO.

Impianto in sovraccarico (prelievo eccessivo di energia dal contatore)

Al verificarsi di un sovraccarico, l’imminente distacco di un apparecchio utilizzatore è indicato sulla centrale dal rispettivo indicatore luminoso (2) con un segnale ROSSO lampeggiante.

Carichi utilizzatori disattivati per sovraccarico

La centrale disattiva in sequenza i carichi connessi (elettrodomestici, etc.), sino a quando non cessa la condizione di sovraccarico.

Il carico disattivato viene indicato sulla centrale, sul rispettivo attuatore e sull’eventuale pannello di visualizzazione da una segnalazione (2) di colore ROSSO.

Evitare di toccare direttamente con le mani le parti in movimento di elettrodomestici o di lavastoviglie e lavatrici che hanno cessato di funzionare per disattivazione dalla centrale, in quanto questi possono riprendere a funzionare qualora cessi la condizione del sovraccarico.

Connessione forzata del carico scollegato per sovraccarico

E’ possibile per l’utente ripristinare il funzionamento di un carico disattivato (es: si desidera concludere rapidamente la fase di lavaggio della lavatrice, lavastoviglie ecc.), agendo sul tasto (4) presente sull’attuatore e sul pannello di visualizzazione. In questo caso il carico si riattiverà e resterà attivo fino al successivo azionamento del tasto o, comunque, per un periodo massimo di 4 ore. Al termine di questo periodo l’attuatore ritorna nello stato previsto dalla priorità impostata.

Si tenga presente che con l’attivazione forzata di un carico, la centrale procede con la disattivazione di un altro carico seguendo la priorità prevista. Il carico forzatamente collegato viene segnalato sulla centrale e sugli attuatori con lo spegnimento del rispettivo indicatore (2) ROSSO e con la contemporanea accensione dell’indicatore (3) ARANCIO lampeggiante sull’attuatore.

Sul pannello di visualizzazione questa situazione è segnalata dall’indicatore ARANCIO (2) lampeggiante.

Sovraccarichi non controllati

Qual’ora la potenza utilizzata dagli elettrodomestici non collegati agli attuatori del sistema Risparmio Energia sia maggiore della potenza di contratto ENEL (installazione non corretta), si potrebbero verificare comunque dei sovraccarichi.

In questa evenienza la centrale disattiverà tutti i carichi senza rientrare dal sovraccarico.
Tale situazione di anomalia sarà segnalata dal lampeggio simultaneo di tutti gli indicatori di colore ROSSO, relativi ai carichi, presenti nella centrale. All’ulteriore permanenza di questa situazione interverrà come di consueto, l’interruttore limitatore del contatore.

Collegando alla centrale F421 un dispositivo programmatore orario o giornaliero, è possibile attivare i carichi desiderati (lavatrice, stufa elettrica ecc.) solo in determinate fasce orarie (per eventuali tariffe ENEL economiche oppure per esigenze particolari).

La selezione dei carichi da attivare entro le fasce orarie programmate avviene spostando nella posizione ON i rispettivi microinterruttori (ECO) presenti nella centrale.
Il carico disattivato per gestione della fascia oraria viene segnalato sulla centrale e sull’attuatore con l’accensione del rispettivo indicatore (2) luminoso ROSSO.

Il numero massimo di dispositivi collegabili sul BUS dipende dall’assorbimento totale degli stessi e dalla distanza tra il punto di connessione e l’alimentatore.
Se il sistema condivide lo stesso cavo del sistema Automazione il calcolo del numero massimo di dispositivi deve essere condotto tenendo presente l’assorbimento generale degli stessi.

Durante il dimensionamento rispettare inoltre le seguenti regole:
1) La lunghezza del collegamento fra la centrale art. F421 e il dispositivo più distante non deve superare i 150m.
Questo limite può essere esteso a 250m se si installa l’alimentatore supplementare art. E46ADCN.
2) Ai fini di una ripartizione ottimale delle correnti sulla linea BUS è consigliabile posizionare i dispositivi di alimentazione (centrale di comando e alimentatore) in posizioni intermedie.

Sistema con numero di attuatori < 4

Se il sistema comprende fino a 4 attuatori l’alimentazione 27V d.c. viene fornita dalla centrale apportando i collegamenti ai morsetti N° 7,8,9 e 10 come indicato in figura.

Sistema con numero di attuatori > 5

Se il sistema comprende più di 4 attuatori l’alimentazione 27V d.c. deve essere fornita dall’alimentatore art. E46ADCN come indicato in figura. Il numero dei dispositivi connessi è in funzione della corrente disponibile.
Collegare la centrale ai cavi di alimentazione 230V a.c., al cavo SCS, al trasformatore TA e all’eventuale contatto di un temporizzatore come di seguito indicato.

Sistema integrato in un impianto Automazione

In questo caso si sfrutterà uno stesso cavo BUS per entrambi i sistemi e sarà già presente l’alimentatore art. E46ADCN.
La centrale può quindi gestire fino ad un massimo di 16 attuatori e deve essere cablata come indicato nello schema dell’installazione con un numero di attuatori ≥ 5.
Tenere presente che comunque il numero di dispositivi di tutto il sistema dipende dalla corrente totale erogata dall’alimentatore art. E46ADCN.
Inserire il cavo di fase dell’ impianto da controllare nell’ apposita sede prevista nel trasformatore TA in modo che venga letta la corrente totale assorbita dall’ impianto.
Essendo completamente isolato, il trasformatore può essere installato sia nel centralino sia in una generica scatola di derivazione.
Per una corretta indicazione fornita dal trasformatore TA, si consiglia di limitare la lunghezza dei rispettivi cavi di collegamento ad una distanza massima di 10m.

Messa in funzione e verifica dell’impianto

Dopo aver effettuato la selezione della potenza da controllare e dei carichi da gestire per fascia oraria, effettuare il test del sistema in accordo alla seguente procedura:
a) Fornire tensione al sistema e attendere per almeno 10 minuti affinché la centrale si allinei allo stato dell’interruttore magnetotermico ENEL.
b) Attivando i carichi, provocare una condizione di sovraccarico tale da attivare la procedura di sconnessione.
c) Verificare che la centrale intervenga correttamente rientrando dal sovraccarico dopo aver disattivato qualche carico (o elettrodomestico connesso).
d) Se l’interruttore magnetotermico presente nel contatore ENEL interviene in anticipo, verificare la corretta impostazione della potenza di contratto Pn sulla centrale art. F421.
e) Se il valore Pn è impostato correttamente è necessario allora intervenire sul commutatore Pn impostando un decremento pari a –5% di Pn.
f) Ripetere ancora la prova a partire dal punto a) e, nel caso intervenga nuovamente in anticipo l’interruttore limitatore ENEL, intervenire nuovamente sul commutatore .Pn per impostare un decremento pari a – 10% oppure, se necessario, a –20%.

NOTA: Incrementi positivi del Pn% offrono la possibilità di sfruttare un maggiore margine della potenza contrattuale, a meno dell’intervento dell’interruttore  limitatore ENEL.

g) Dopo aver impostato il valore desiderato, ripetere le prove come descritto a partire dal punto a).
h) Tenere impostato quel valore Pn% che non fa intervenire l’interruttore limitatore.

 

Fonte: plent.altervista.org/domotica

KNAUF INSULATION TP 216 Pannello in lana di vetro con carta Kraft su un lato

Pannello in lana di vetro con carta Kraft su un lato TP 216 - KNAUF INSULATION

TP 216 – Pannello in lana di vetro rivestito con carta Kraft da un lato per pareti perimetrali.

TP 216 è un pannello per l’isolamento termico e acustico in lana di vetro con carta Kraft su un lato e di dimensioni 600 x 1350 mm.Applicazioni• Pareti perimetrali

TP 216 with ECOSE® Technology, una rivoluzionaria tecnologia basata su una resina naturale di origine vegetale, priva di formaldeide e di fenoli, in grado di migliorare la qualità dell’ambiente interno e la sostenibilità complessiva degli edifici rispetto ai prodotti standard.

Schede Tecniche – Catalogo

Scegliere la lampadina giusta

Quando devi acquistare una lampadina la tua scelta può dipendere da diverse variabili o caratteristiche che possono essere di tipo strutturale, tecnologico e prestazionale.
Qui di seguito, riportiamo la tabella riassuntiva delle principali caratteristiche da tenere in considerazione al momento dell’acquisto di una lampadina.

CARATTERISTICHE STRUTTURALI

  • Attacco lampada
  • Forma e dimensioni
  • Tipologia di apparecchio di illuminazione

CARATTERISTICHE TECNOLOGICHE

  • Tecnologie per uso domestico
    • Alogene
    • Fluorescenti compatte
    • LED
  • Sistemi di regolazione/dimmer

CARATTERISTICHE PRESTAZIONALI

  • Lumen: quanta luce fa la lampadina?
  • Efficienza energetica
  • Resa dei colori
  • Tonalità della luce

Da settembre 2012, l’Unione Europea ha mandato in pensione le tradizionali lampadine a incandescenza, a causa della loro modesta efficienza energetica (per maggiori informazioni sulla messa al bando delle lampadine a incandescenza clicca qui). Pertanto, nel corso degli ultimi anni sono state sviluppate nuove tecnologie in grado di garantire maggiore efficienza energetica. In questo modo le lampadine di nuova generazione contribuiscono a ridurre i consumi e a limitare l’emissione di CO2 nell’atmosfera. In ambito domestico le lampadine efficienti si dividono in:

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Alogene: tipologia di lampade a filamento. Si caratterizzano per la presenza nel bulbo di gas alogeni che permettono al filamento di tungsteno di raggiungere temperature maggiori, emettendo di fatto più luce, e di durare più a lungo rispetto alla tradizionale lampadina a incandescenza.

lampadineFluorescenti compatte con alimentatore integrato: tipologia di lampadine a fluorescenza. Si caratterizzano per la presenza di un rivestimento di polveri fluorescenti all’interno del tubo di vetro. Sono spesso indicate come “lampadine a risparmio energetico” poiché, in ambito domestico, furono le prime sorgenti luminose a ridurre i consumi energetici per l’illuminazione.

lampadineLED: tipologia di lampade che utilizzano diodi a emissione luminosa (Lighting Emitting Diode). I LED sono componenti optoelettronici che convertono l’energia elettrica in luce. Tra le tecnologie applicate alle sorgenti luminose è quella di più recente sviluppo.

Lampadine alogene

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La tecnologia

Le lampadine ad alogeni, introdotte sul mercato a partire dal 1959, rappresentano l’evoluzione della tradizionale lampadina a incandescenza a filamento di tungsteno, le “tradizionali lampadine”. Nel bulbo di queste lampadine viene aggiunto gas alogeno (normalmente bromo o iodio) che consente agli atomi di tungsteno di depositarsi nuovamente sul filamento dopo un “ciclo”, il cosiddetto “ciclo alogeno”. In questo modo il filamento può raggiungere temperature maggiori, emettendo più luce, e di durare più a lungo.

Il filamento può essere riscaldato fino a oltre 3000 K, pertanto queste lampadine raggiungono temperature molto elevate durante il loro funzionamento, dell’ordine di qualche centinaia di gradi e, proprio per questo motivo non devono essere toccate quando sono accese.

Le lampadine alogene sono disponibili nelle classiche forme a goccia, a sfera, a candela, a tortiglione, lineari e con riflettore alluminizzato o dicroico avente differenti ampiezze di fascio luminoso.

Il funzionamento può essere a tensione di rete (230 V) oppure a bassissima tensione (tipicamente 12 V) e, in virtù della tipologia, possono essere caratterizzate da una durata media nominale che varia da 2.000 fino a 5.000 ore ossia da 2 a 5 volte la durata di una lampadina ad incandescenza.

La maggior parte delle lampadine ad alogeni possono essere regolate direttamente e senza problemi. Tuttavia quella a bassissima tensione richiedono un dispositivo per trasformare la tensione di alimentazione e questo deve essere compatibile con il dimmer utilizzato per regolare il flusso luminoso. Per verificare la compatibilità contattare il produttore delle lampadine.

Caratteristiche delle lampade alogene per uso domestico:

Gamma delle potenze disponibili: da 5 a 450 Watt Emissione luminosa: da 55 a 12.000 lumen Efficienza luminosa: 10-28 lumen/Watt Resa dei colori (Indice di resa cromatica): 100 Tonalità della luce (temperatura colore): da 2.400 a 3.200 Kelvin Vita utile: da 2.000 a 5.000 ore Attacchi lampadine: E14, E27, G4, GU4, G53, GU5.3, G9, GU10, GU5.3, GX5.3, GZ10, GY6.35, R7s.

Efficienza

Le lampadine alogene in generale hanno una efficienza luminosa fino a 28 lumen/watt e, a parità di luce emessa, consentono un risparmio di energia fino al 30% rispetto a una tradizionale lampadina a incandescenza. Ad esempio, una lampadina da 65/70 watt emette la stessa quantità di luce di una lampadina a incandescenza da 100 Watt.

Classificazione energetica delle lampadine alogene

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Con l’introduzione della nuova etichetta energetica obbligatoria da settembre 2013, per alcune tipologie di lampadine alogene potremmo assistere a un cambio di classe energetica da C a D. Per eventuali approfondimenti è possibile consultare il Position paper LightingEurope on lamp labeling under regulation (EU) No 874/2012 (Energy Label): Changes from the new energy labelling regulation on products labelled under 98/11/EC (old label) che fornisce informazioni circa l’Impatto del nuovo Regolamento UE 874/2012 su lampadine alogene e apparecchi di illuminazione. Per scaricare il documento clicca qui

Dove la butto?

Per lo smaltimento delle lampadine a incandescenza e alogene è necessario verificare le indicazioni per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani del comune di appartenenza, in quanto non esistono disposizioni univoche in materia.

Lampadine fluorescenti compatte

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La tecnologia

Le lampadine fluorescenti compatte con alimentatore integrato (CFLi) sono state introdotte all’inizio degli anni ’80 allo scopo di mettere a disposizione degli utenti sorgenti luminose che, pur avendo dimensioni e tonalità di luce simili a quelle delle lampadine ad incandescenza, fossero caratterizzate da un’efficienza luminosa e da una durata notevolmente superiori.

Sono costituite da un tubo di vetro ripiegato più volte in modo da risultare poco ingombrante. Il tubo è rivestito internamente con polvere fluorescente e al suo interno vengono introdotte insieme a gas nobili piccole quantità di mercurio. La composizione chimica delle polveri fluorescenti che rivestono internamente il tubo determina, tra le altre cose il colore della luce emessa e la resa dei colori.

Sono disponibili con attacco a vite E 27 ed E 14 e alloggiano, all’interno della base in materiale plastico, anche l’alimentatore elettronico: pertanto tali lampadine possono essere sostituite direttamente alle lampadine ad incandescenza di cui conservano la leggerezza, le ridotte dimensioni e la semplicità di attacco.

Le lampadine CFLi grazie all’alimentazione elettronica sono adatte per gli impieghi che richiedono una accensione istantanea e ripetuta, riducendo anche il fastidioso inconveniente dei tempi d’attesa per l’accensione.

Non tutte le lampadine fluorescenti compatte possono essere montate in apparecchi controllati da variatori di luce (dimmer).

Caratteristiche delle lampadine fluorescenti compatte con alimentatore integrato per uso domestico:

Gamma delle potenze disponibili: da 5 a 35 Watt Emissione luminosa: 200 a 2400 lumen Efficienza luminosa: 40-75 lumen/Watt Resa dei colori (Indice di resa cromatica): da 80 a 90 Tonalità della luce (temperatura colore): da 2.500 a 6.500 Kelvin Vita utile: 6.000 – 20.000 ore Attacchi lampadine: E14, E27.

Efficienza

Le lampadine fluorescenti compatte hanno un’efficienza luminosa fino a 75 lumen/watt a seconda del tipo e quindi consentono di ridurre fortemente i consumi d’energia elettrica (circa l’80%) che si avrebbero impiegando comuni lampadine ad incandescenza di equivalente flusso luminoso: ad esempio, una di queste lampadine da 20 Watt emette la stessa quantità di luce di una lampadina ad incandescenza da 100 Watt.

Classificazione energetica delle lampadine CFLi

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Dove la butto: fai attenzione!

Le lampade fluorescenti contengono piccole quantità di mercurio. Pertanto, alla fine del loro utilizzo, vanno smaltite in modo adeguato recandosi all’apposito centro di raccolta comunale oppure, a fronte dell’acquisto di una nuova lampadina, consegnandola direttamente al rivenditore.

Lampadine LED

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La tecnologia

I LED sono piccole sorgenti luminose, ovvero minuscoli chip che, sfruttando le proprietà ottiche di alcuni materiali semiconduttori, convertono impulsi elettrici in luce.

Era il 9 ottobre 1962 quando lo scienziato Nick Holonyak Jr inventò il primo diodo a emissione luminosa nello spettro del visibile, noto come LED. Questa tecnologia si diffuse a partire dal decennio successivo con la funzione di spie e indicatori. Solo a partire dagli anni 2000 il loro sviluppo tecnologico li ha resi adatti alle applicazioni per illuminazione. All’inizio della ricerca, infatti, l’efficacia luminosa (lm/W) era pari a 3 lm/W. Pertanto, il limite dei primi dispositivi LED per illuminazione era l’insufficiente quantità di luce emessa Oggi i LED sono disponibili in diverse colorazioni, comprese le versioni a luce bianca brillante per soddisfare i desideri e le esigenze dei consumatori nell’ambito dell’illuminazione domestica. I LED possono consumare fino all’80% in meno e durare fino a 30 volte in più rispetto alle tradizionali lampadine ad incandescenza o alogene e fino a 3 volte di più rispetto alla maggior parte delle lampadine fluorescenti compatte. Si accendono immediatamente e la forma compatta si adatta anche ai piccoli apparecchi di illuminazione e agli spazi ristretti. Le lampade realizzate con tecnologia LED sono sempre più utilizzate in sostituzione delle sorgenti tradizionali. Nei LED la luce bianca creata mediante due metodi principali:

  • Combinazione RGB: combinazione, all’interno dello stesso apparecchio o dello stesso modulo, di tre LED (o gruppi di LED) con i tre colori fondamentali (Red, Green and Blue). Mediante la singola regolazione di ciascuno dei tre colori, e la miscelazione della luce emessa dalle tre sorgenti, è possibile creare tutti i colori di luce possibili, dal bianco caldo al bianco freddo.
  • Utilizzo di fosfori: è il metodo attualmente più diffuso e si basa sul principio di conversione luminescente come per le lampade fluorescenti. La luce bianca è ottenuta da un LED a luce blu che attraversa la polvere gialla dei fosfori.

Non tutte le lampadine a LED possono essere montate in apparecchi controllati da variatori di luce (dimmer).

Caratteristiche delle lampadine LED per uso domestico:

Gamma delle potenze disponibili: da 1 a 15 Watt Emissione luminosa: da 65 a 1500 lumen Efficienza luminosa: 40 – 90 lumen/Watt Resa dei colori (Indice di resa cromatica): da 70 a 90  Tonalità della luce (temperatura colore): da 2.500 a 6.500 Kelvin Vita utile: 12.000 – 50.000 ore Attacchi lampadine: E14, E27,G4, G53, GU4, GU5.3, GU10.

Efficienza

I LED possono raggiungere efficienze molto elevate, fino a 80-100 lumen/Watt. Normalmente le lampadine LED per uso domestico, per ora, si attestano su rese intorno ai 40-90 lumen/watt.

Classificazione energetica delle lampadine LEDlampadine

SISTEMI DI REGOLAZIONE: VARIALUCE (DIMMER)

Il varialuce (dimmer) è un dispositivo utilizzato per regolare l’emissione luminosa di una lampadina. Questo sistema di regolazione consente di regolare la quantità di luce emessa e, pertanto, di diminuire la potenza assorbita dalla lampadina in funzione di una temporanea diversa esigenza, impattando così anche sul risparmio energetico.

ATTENZIONE: Non tutte le lampadine sono dimmerabili! Per verificare se una lampada sia dimmerabile o meno verifica la presenza sulla confezione dei seguenti simboli:

lampadineSe la lampadina NON E’ DIMMERABILE il simbolo riportato a sinistra deve essere obbligatoriamente riportato quantomeno sulla confezione ed eventualmente anche sulla lampadina o nel foglio di istruzioni. Pertanto, se è presente questo simbolo, la lampadina NON può essere installata in apparecchi di illuminazione muniti di varialuce o connessi ad un sistema di regolazione dell’impianto elettrico.

I simboli che seguono (sono solo alcuni esempi di simboli che si possono ritrovare sulla confezione o sulla lampadina o nel foglio di istruzioni) oppure la dicitura “dimmerabile” indicano che la lampadina è dimmerabile. Pertanto, la lampadina può essere installata in apparecchi di illuminazione muniti di varialuce o connessi ad un sistema di regolazione dell’impianto elettrico. È necessario rispettare l’indicazione, eventualmente riportata sulla confezione della lampadina, relativa al numero massimo di lampadine associabili ad un dimmer.

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QUANTA LUCE FA LA LAMPADINA?

Il lumen (lm) è l’unità di misura del flusso luminoso di una lampadina, ovvero della quantità di luce emessa.

Conoscere i lumen emessi è importante, poiché indicano la luce emessa dalla lampadina che può essere utilizzata.

Solo per fare qualche esempio: una vecchia lampadina a incandescenza da 100W emetteva circa 1400 lm. Una da 60W, invece, emetteva circa 740 lumen.

EFFICIENZA ENERGETICA

L’efficienza energetica delle lampadine si determina in base all’efficacia luminosa, che si calcola mettendo in relazione la luce emessa (lumen) con la potenza elettrica assorbita (Watt).

Lumen (lm) = unità di misura del flusso luminoso di una lampadina, ovvero della quantità di luce emessa.

Watt (W)unità di misura della potenza assorbita dalla lampadina.

Pertanto, l’unità di misura dell’efficacia luminosa delle lampadine è lm/W: maggiore è la quantità di lumen emessi per ogni Watt consumato, maggiore è l’efficienza energetica della lampadina.

Al fine di rendere più immediate le informazioni relative all’efficienza energetica delle lampadine, l’Unione Europea ha definito una classificazione mediante lettere che corrispondono a degli intervalli specifici di efficacia luminosa. Per conoscere l’efficienza energetica delle diverse tipologie di lampadine clicca qui

Oltre all’efficienza energetica, l’etichetta energetica fornisce il consumo di energia elettrica espresso in potenza*tempo e quindi in watt/ora (Wh).

RESA DEI COLORI / INDICE DI RESA CROMATICA (Ra o IRC)

La capacità della lampadina di rendere in modo naturale la visione dei colori degli oggetti viene indicata attraverso l’indice di resa cromatica. L’indice di resa cromatica è calcolato in valore percentuale: quanto più è alta la percentuale tanto più la resa dei colori sarà fedele al colore reale degli oggetti illuminati.

Ad esempio:  tra 90% e 100% Ra=OTTIMO tra 80%  e 90% Ra=BUONO

TONALITÀ DELLA LUCE (Temperatura colore)

La temperatura colore indica la tonalità della luce emessa dalla lampadina ed è espressa in gradi Kelvin (K). Indica il “calore” o la “freddezza” della luce emessa. La temperatura colore della maggior parte delle lampadine per uso domestico varia da 2700 K (luce calda, tendente al giallo) a 6.500 K (luce fredda, tendente al blu).

FONTE: http://www.lampadinagiusta.it

La pianta che cresce da sola Click and Grow

La pianta che cresce da sola Click and Grow

Avere piante che non muoiono è sempre stato il sogno di tutti. E finalmente c’è qualcuno che ha inventato una pianta autonoma, che si cura da sola; non si tratta solo di una pianta generica, ma di varie specie quali il basilico, i pomodori, i fiori, la melissa e tante altre. No, non è uno scherzo, si chiama Click And Grow e costa solo 50 Euro! Vediamo insieme come funziona.

Un’idea vincente

La tecnologia non ha veramente limiti. L’idea di Click and Grow , la società estone che ha inventato questa piata indipendente, è semplice: utilizzare l’elettronica per fornire automaticamente acqua e fertilizzante alla pianta. La sua struttura è divisa, infatti, in due prodotti: smartpot (base) e refill (cartuccia)

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