Archivi categoria: tecnica

moringa oleifera – Purificazione dell’acqua

 

La polvere ricavata pestando i semi in un mortaio, dopo averli sgusciati e dopo aver scartato quelli anneriti o deteriorati, può essere usata per purificare acque torbide e contaminate dal punto di vista microbiologico.

 

 Purificazione dell'acqua con i semi della moringa

 

Dopo l’aggiunta della polvere l’acqua diventa limpida perché le sospensioni vanno sul fondo insieme alla polvere e il 90-99% della carica batterica viene abbattuto.

 

Con 2 g di polvere (due cucchiaini) si possono purificare 20 litrid’acqua. La quantità di polvere da aggiungere cambia in funzione della torbidità e della carica batterica. Il sistema va provato caso per caso.

 

Trattamento

 

mescolare velocemente per 2 min e lentamente per altri 10-15 min

 

lasciare depositare per almeno 1 ora

 

filtrare attraverso un panno pulito

 

bollire l’acqua prima di berla

Meet the makers: ecco i progetti di Maker Faire Rome da non perdere

loci_3d-printed-sculpture

credits: Andrew Spitz / Loci

Maker Faire Rome è alle porte e in programma ci sono già più di 150 makers pronti a stupirvi. La lista completa è in continuo aggiornamento. Insomma, stiamo avvitando gli ultimi bulloni ma possiamo già darvi qualche consiglio sui progetti da non perdere. La Fiera Espositiva di MFR apre al pubblico il 5 e 6 ottobre presso il Palazzo dei Congressi dell’EUR: vi avevamo promesso robot, stampanti 3D e invenzioni favolose. Bene, eccone alcuni in carne e ossa (o meglio, in bit e atomi).

Robot superumani
Stringere la mano ad A-ladin non è facile perché è sempre impegnato a prendere nota delle vostre ordinazioni al bar. Forse non manderà in pensione tutti i camerieri ma di sicuro non passerà inosservato. Tutta un’altra storia quella di Iromec, il robot dell’Università di Siena che aiuta i bambini con difficoltà cognitive e handicap motori a giocare e interagire con l’ambiente circostante.

Accessori mai visti tra riuso e wearables
I designer Silvia e Davide realizzano Trasformazione Est-Etica, una collezione di borse eco-friendly a base di corteccia e carta riciclate. E poi c’è Lüme, la collezione di vestiti intelligenti dai ricami in grado di cambiare colore grazie a una app che comunica attraverso bluetooth.

  • A-ladin
  • Iromec
  • Trasformazione Est-Etica
  • Lume
  • Bare Conductive
  • In the Box Lab
  • The Restart Project
  • MUSE Fab Lab

Piccoli makers crescono
Maker Faire Rome è il posto adatto anche per i bambini che vogliono divertirsi. Come? Per esempio con Bare Conductive, i pennarelli dall’inchiostro speciale per disegnare circuiti elettrici divertenti e sicuri. Per tutti i bambini dai tre anni in su invece ci sono i giocattoli educativi e ad alto contenuto creativo di In the Box Lab.

Fab Lab e riparazioni intelligenti
Perché buttare via un oggetto rotto quando puoi ripararlo con le tue mani grazie ai consigli di The Restart Project? Lasciatevi coinvolgere dai loro workshop e datevi da fare! Se invece avete bisogno di stampanti 3D e laser cutter a portata di mano, chiedete al Fab Lab del Muse, ospite speciale in arrivo direttamente dal nuovo museo della scienza di Trento.

Tutte le informazioni per partecipare a Maker Faire Rome:

Scopri il calendario completo con gli eventi imperdibili del 3 e 4 ottobre.
Hai già acquistato il biglietto per la Fiera Espositiva? Approfitta subito dello sconto del 50%: ti registri online e paghi in biglietteria. Leggi qui

Fonte: http://www.makerfairerome.eu/meet-the-exhibitors/

Come leggere il contatore Enel

Osservando il contatore si può notare un display, a destra di esso vi è il cosiddetto “pulsante di lettura”. Prima di procedere con la lettura del contatore, assicuratevi che esso funziona: guardate il display, nell’angolo in basso a sinistra dovrebbe comparire l’indicazione “L1″, se invece appare un triangolo con un punto esclamativo e in casa non vi è corrente, sarà il caso di contattare gli operatore Enel.

Leggere il contatore Enel è semplice, vi basterà schiacciare il pulsante a destra del display così da scandire in successione le varie pagine di lettura del contatore Enel. La prima volta che si schiaccia il “pulsante di lettura” comparirà la scritta “Numero Cliente” subito seguita dal vostro codice identificativo. La seconda volta che si esercita pressione sul pulsante, si potrà visualizzare la tariffa in vigore, se viene mostrata la sigla T3 sarà applicata una tariffa fissa, mentre se essa si alterna a T2 sarà applicata la tariffa bioraria. Ancora potranno essere visualizzate le voci F1, F2, F3, che fanno riferimento a tre differenti fasce orarie: la Fascia va dalle 8,00 alle 19 di tutti i giorni feriali eccetto sabato. La Fascia 2 vale dalle 7,00 alle 8,00 e dalla 19,00 alle 23,00 dei giorni feriali, sabato escluso. Infine, la Fascia 3 va dalle 00,00 alle 7 e dalle 23 alle 24 dal lunedì al sabato, tutte le domeniche comprese, più relativi festivi (1 gennaio, 6 gennaio, giorno di Pasquetta, 25 aprile, 15 agosto, 1 novembre, 25 e 26 dicembre).

Il terzo “push” vi consentirà di visualizzare la potenza istantanea, che si aggiorna automaticamente ogni 2 minuti, essa rappresenta la potenza utilizzata al momento della lettura. Se continuate a premere il pulsante arriverete finalmente alla sezione di vostro interesse e apparirà il messaggio “Lettura – Potenza“. Da qui potranno essere visionari i consumi del periodo ATTUALE. Quindi avremo un A1 (riferito al consumo in fascia oraria F1), un A2 (che fa riferimento alla fascia oraria due) e A3 (riferito ad F3). Le prime A1, A2, A3, riferiscono al consumo effettivo di KWh nel periodo attuale, al contrario, continuando a premere il pulsante di lettura, appariranno nuovamente le voci “A1,A2,A3″ ma queste faranno riferimento al consumo reale del mese PRECEDENTE.

Se avete altri dubbi, questi possono essere dissipati scaricando la guida ufficiale messa a disposizione dall’Enel.

Pubblicato da Anna De Simone

Fonte: ideegreen.it

Terra cruda, il top della bioedilizia

La terra, se adeguatamente essiccata, può diventare un materiale ottimo per la bioedilizia, infatti può distinguersi per resistenza e isolamento termico. Si tratta di semplice argilla lavorata e lasciata essiccare in modo naturale, senza alcuna necessità di cottura. La terra cruda si presenta come un ritorno alle origini, un materiale innovativo ma naturale che porta vantaggi per la salute dell’uomo e dell’ambiente.

Si chiama terra cruda perché si tratta di argilla essiccata naturalmente e non cotta. Il reperto archeologico più antico, risale all’8.000 a.C. pertanto è chiaro che è un materiale largamente utilizzato in passato. In termini tecnici la terra cruda è argila mescolata a fibre vegetali come la canapa, il canniccio o la paglia; la terra cruda è composta anche da altri inerti com sabbie di varia granulometria e ghiaia. Attualmente sta ottenendo molto successo nel campo della bioedilizia perché avendo un pH neutro, è compatibile con qualsiasi altro materiale e si presta bene per le murature, le pavimentazioni, per la creazione di massetti e pannelli, per i riempimenti ma anche per gli intonaci e le finiture. Insomma, un materiale ecologico dai mille impieghi.

Purtroppo la legge italiana non considera la terra cruda un materiale da costruzione, pertanto non possono essere costruite case interamente realizzate in terra cruda, tuttavia tale materiale è considerato “da costruzione” in Paesi come la Francia, la Germania e la Svizzera. In Italia ci sono migliaia di edifici “storici” costruiti interamente in terra cruda e regolarmente abitati.

Stando agli esperti, la terra cruda si comporta come un ottimo isolante termico, così non è solo ecologica perché non inquinante ma lo è anche perché potrebbe aiutare la bioedilizia nella realizzazione di case sempre più autosufficienti. L’alta regolazione termica è data dal fatto che i mattoni in terra cruda hanno una massa pari a due volte quella di un tradizionale mattone di terracotta e si traduce con una temperatura più costante e una maggiore protezione all’umidità: una volta raggiunta una certa temperatura, l’argilla cruda tende a mantenerla e a non dissipare gradienti termici.

La Terra Cruda è un materiale ecologico offerto da Madre Natura, in più, trattandosi di una miscela, si potrebbero valorizzare delle precise caratteristiche aumentando o diminuendo dei quantitativi. Per esempio, la terra cruda ricca di fibre vegetali di paglie, risulta più adatta come isolante mentre una terra cruda con sabbia fine, potrebbe essere l’ideale per le rifiniture. La differenza tra miscela e miscela, costituisce un limite in quella che è la produzione su larga scala ma indubbiamente è un vantaggio per la costruzione mirata. Tale distinzione è totalmente assente quando si parla di cemento, è anche per questo che il cemento è il materiale più diffuso e di certo più economico. Quando si parla di argilla cruda, la materia prima è molto economica ma il prodotto finito risulta piuttosto costoso in campo edile a causa dell’assenza di una filiera produttiva su larga scala.

a cura di Anna De Simone

Ambiente: in arrivo batterie ricaricabili low-cost per accumulo energetico

batteriaUna nuova generazione di batterie ricaricabili che potrebbe rilanciare la corsa di fotovoltaico ed eolico. E’ la nuova tecnologia messa a punto dai ricercatori del Massachusetts Institute of Technology di Boston, che si basa su batterie a flusso in grado di fare a meno delle costose membrane che di solito si usano per separare i reagenti presenti nei dispositivi. La notizia della scoperta è stata pubblicata su Nature Communications, il cui articolo sostiene che le nuove batterie low cost potrebbero favorire la diffusione delle fonti rinnovabili risolvendo una volta per tutte i problemi legati all’accumulo dell’energia, tipico delle fonti intermittenti come sole e vento. Il nuovo dispositivo ideato dagli scienziati del MIT contiene due diversi liquidi (una soluzione di bromo e una di idrogeno) che passano da un elettrodo all’altro attraverso un canale. Questo genera una serie di reazioni elettrochimiche che consentono di produrre e immagazzinare energia.

La grande novità, come anticipato, consiste nell’assenza di costose membrane per separare i due liquidi, che invece rimangono distinti grazie al fenomeno del flusso laminare, che permette di far scorrere le due soluzioni senza che avvengano reazioni tra i fluidi.

Secondo le stime dei ricercatori, la nuova batteria potrebbe produrre energia a un costo di 100 dollari per kilowattora, che potrebbe essere interessante per le società di servizi pubblici americane.

di

Collegamento Pannelli Fotovoltaici in Serie e Parallelo

Il collegamento di più pannelli fotovoltaici spiegato in modo chiaro e semplice.

come-collegare-piu-pannelli-fotovoltaici

In questo articolo cercherò di spiegarti chiaramente come effettuare il collegamento di più pannelli solari fotovoltaici, per aiutarti al massimo ho disegnato alcuni schemi di collegamento che spero ti saranno utili per collegare i tuoi pannelli solari!

Ma perché dovrei collegare più pannelli fotovoltaici?

Il collegamento di più pannelli fotovoltaici è dettato dall’esigenza di avere una maggiore produzione di energia in grado di soddisfare una maggiore percentuale del nostro fabbisogno energetico.

Ti ricordo che questo articolo fa parte di una guida più generale per tutte le persone interessate a costruirsi da soli un impianto fotovoltaico fai da te partendo da zero per la propria casa, la propria roulotte o barca…

Un pannello fotovoltaico è come una batteria!

Dato che un pannello fotovoltaico è provvisto di un polo positivo ed uno negativo, essendo in grado di produrre una corrente ad una determinata tensione continua, esso può esser visto come una normale batteria/pila comunemente presente in tutte le nostre case. Perciò il suo collegamento deve rispettare le regole base dei collegamenti fra batterie, in questo articolo ti mostrerò il:

  • Collegamento di Pannelli  Fotovoltaici in Parallelo
  • Collegamento di Pannelli Fotovoltaici  in Serie
Dato l’alto interesse suscitato dalla costruzione di un impianto fotovoltaico fai da te, cercherò di rispondere a tutte le tue domande e dubbi che mi potrai porre sia via e-mail  info@ecoglobo.it che tramite commenti qui sotto inerenti il collegamento in serie e parallelo quando colleghiamo fra loro moduli fotovoltaici di diversa potenza.

NOTA: Non mi assumo alcuna responsabilità per danni causati a persone o cose dalla lettura ed applicazione delle informazioni presenti su questo articolo.

Fai Attenzione ai Cavi Elettrici

Non tutti i cavi elettrici andranno bene per collegare il tuo impianto domestico fotovoltaico.

Il primo suggerimento che vorrei darti è quello di scegliere dei cavi elettrici opportunamente dimensionati sulla base della potenza massima erogata dai tuoi pannelli.

La scelta del giusto cavo elettrico è uno dei fattori importanti per aumentare l’efficienza di un impianto fotovoltaico, questo perché se la sezione del cavo è troppo piccola, essa fornirà più attrito alla corrente (elettroni) che in esso passeranno, come ad esempio avviene in un tubo d’acqua: maggiore è la sezione del tubo e maggiore sarà la portata di acqua che potremo far passare al suo interno.

Ricorda che più corrente passerà nei tuoi cavi e maggiormente essi si scalderanno (per effetto Joule) rischiando di far fondere la plastica esterna del cavo, causando cortocircuiti ed incendi mettendo a serio rischio il tuo impianto fotovoltaico e l’incolumità delle persone e cose ad esso vicine.

Se non sai come scegliere il cavo elettrico ho messo a tua disposizione un semplice programma per calcolare la sezione più efficiente da utilizzare in base alla potenza dei tuoi pannelli, ti consiglio comunque quando andrai ad acquistarlo di fornire i dati di potenza e corrente massimi che scorreranno nei cavi, il commesso potrà così darti una ulteriore consulenza confermandoti le sezioni di cui avrai bisogno.

Un secondo suggerimento è rivolto a come collegare in modo sicuro e flessibile tutti i vari cavi elettrici nel tuo impianto fotovoltaico. In qualsiasi ferramenta ed in ogni negozio di elettronica troverai senza alcun problema i mammut (vedi foto qui a sinistra).

Per collegare ad esempio i fili elettrici rossi che vedi nella figura, basta che con un cacciavite piatto sviti leggermente la vite posta sopra il mammut, inserisci i due cavi lateralmente, facendo attenzione a non far uscire fuori dal mammut alcun filo di rame! Infine, avviti con il cacciavite la vite ed avrai velocemente e saldamente collegato i due cavi. Questo tipo di collegamento ti offre il notevole vantaggio di essere flessibile in quanto potrai in qualsiasi momento togliere i cavi e cambiare la configurazione di collegamento al tuo impianto fotovoltaico oppure sostituire uno o più pannelli.

scatola-di-derivazione

scatola-di-derivazione

Il terzo ed ultimo consiglio dettato dall’esperienza è quello di inserire TUTTI i tuoi mammut di collegamento all’interno di scatole isolate, e resistenti all’acqua.

Queste scatole sono dette  scatole elettriche di derivazione (foto a destra) e servono proprio a raccogliere i cavi elettrici collegati tramite mammut. In questo modo il collegamento tra pannelli fotovoltaici sarà protetto maggiormente dalla pioggia e da agenti esterni.

Quando Collegare i Pannelli Fotovoltaici in Parallelo

Per collegare i pannelli fotovoltaici in parallelo puoi farlo tutte le volte che hai bisogno di ottenere:

a parità di tensione una corrente erogata superiore,

quindi con il collegamento in parallelo dei tuoi pannelli potresti ad esempio ricaricare più velocemente le tue batterie.

Schema Collegamento Pannelli Fotovoltaici in Parallelo

collegamento-pannelli-fotovoltaici-uguali-in-parallelo

collegamento-pannelli-fotovoltaici-uguali-in-parallelo

Qui sopra ti mostro lo schema su come effettuare il collegamento in parallelo di più pannelli fotovoltaici IDENTICI, ovvero di stessa tensione e corrente.

Se ti stai domandando cosa è un diodo, o perché ne dovresti utilizzare nel tuoi impianto, qui di seguito troverai tutte le risposte.

Perché Inserire un Diodo?

Il diodo si usa:

  1. per prevenire che la corrente accumulata di giorno nelle batterie si scarichi di notte sulle celle dei pannelli danneggiandole;
  2. per proteggere l’intera stringa di pannelli (una stringa è l’insieme di pannelli collegati in un parallelo) da guasti o cortocircuiti sui singoli pannelli.
Per questo motivo il diodo è noto come diodo di blocco.

Quale Diodo di Blocco Scegliere?

Forse il miglior diodo di blocco consigliato per gli impianti fotovoltaici è il diodo Schottky.

Il diodo Schottky è un tipo di diodo caratterizzato da una bassa tensione di soglia:

0,35V rispetto ai 0,6V dei normali diodi.

Questo comporta  una bassissima dissipazione di potenza e quindi un incremento nell’efficienza dell’impianto.

Ombra su Pannelli in Parallelo

Un pannello fotovoltaico anche se ombreggiato fornirà una tensione prossima a quella di un pannello sotto pieno Sole.

Ciò che cambia non è la sua tensione ma la corrente erogata!

La corrente è proporzionale alla quantità di luce che colpisce il pannello.

Quindi il nostro pannello fotovoltaico durante la giornata avrà un irraggiamento crescente fino verso le ore 13-14 e decrescente nelle successive ore.

Vedremo in due prossimi articoli su:

come scegliere l’inverter fotovoltaico

come scegliere il regolatore di carica

che tale variazione potrebbe causare una perdita nell’efficienza del nostro impianto se non stiamo attenti ai modelli che acquisteremo.

Collegamento Pannelli Fotovoltaici in Serie

collegamento pannelli fotovoltaici in serie1

collegamento pannelli fotovoltaici in serie1

Come vedi dallo schema qui sopra, collegando in serie i tuoi pannelli fotovoltaici avrai che:

la tensione sarà pari alla somma delle singole tensioni sui vari pannelli

mentre

la corrente rimarrà uguale a quella prodotta da un solo pannello

Sempre dallo schema di sopra, ad ogni pannello fotovoltaico collegato in serie è collegato un rispettivo diodo di bypass, è lo stesso componente del diodo di blocco del collegamento in parallelo, ma qui svolge una funzione diversa, se sei curioso nel seguente paragrafo ti spiego tutto.

Ombra su Pannelli in Serie

-> l’Effetto HotSpot Fotovoltaico

Un pannello fotovoltaico essendo composto da celle solari collegate fra loro in serie, se parte di queste celle venisse messa in ombra, allora queste celle diventerebbero una resistenza che ostacola ed assorbe corrente. Questo fenomeno è noto come Effetto HotSpot Fotovoltaico. 

La corrente prodotta dalle celle colpite dalla luce solare attraversando le celle in ombra andrà a riscaldare queste ultime per effetto Joule, tale situazione potrebbe portare al danneggiamento delle celle e in casi estremi ad incendi del pannello stesso.

Come Risolvere  l’Effetto HotSpot Fotovoltaico

effetto hotspot fotovoltaico

effetto hotspot fotovoltaico

Ora comprendiamo quanto un’ombra possa causare un abbassamento nel rendimento energetico del nostro impianto, perciò vediamo come correre ai ripari…

Per cercare di limitare l’effetto HotSpot, quello che si fà è dividere il pannello in diverse sezioni composte ognuna da un certo numero di celle e in ogni sezione inserire un diodo di bypass.

Il diodo di bypass serve a by-passare ossia ad escludere la zona del pannello che si trova all’ombra.

Lo svantaggio di questa soluzione è un abbassamento del potenziale del pannnello di circa 0.3 Volt per ogni diodi di bypass inserito!

Il vantaggio di questa soluzione è comunque di escludere una parte del pannello in ombra che si comporterebbe com un carico resistivo, pronto a dissipare parte della corrente prodotta dalla parte del pannello colpita da Sole.

Ombra su tutto il pannello mentre gli altri sono al Sole?

Se si ha un solo pannello totalmente in ombra, mentre tutti gli altri sono ancora al Sole, ancora una volta questo pannello sarà un carico resistivo e andrà a “succhiare ” la corrente prodotta dagli altri pannelli.

Cosa fare quindi?

Inseriamo in parallelo ad ogni pannello un ulteriore diodo di bypass, di modo che se il pannello fosse in ombra, esso sarà “disattivato” tramite il diodo di bypass e non creerà problemi agli altri pannelli.

Qui sotto ho creato un semplice schema di come prevenire l’effetto HotSpot insieme a quello dell’ombreggiamento integrale sul pannello fotovoltaico mediante l’ausilio dei diodi di bypass.

schema diodi bypass contro hotspot fotovoltaico

schema diodi bypass contro hotspot fotovoltaico

Collegamento Pannelli Fotovoltaici con Diversa Potenza

-> parallelo di  pannelli differenti

Se hai in casa alcuni pannelli fotovoltaici di STESSA TENSIONE ma di DIVERSA POTENZA, non avrai alcun problema a collegarli in parallelo. Collegando questi pannelli fotovoltaici avrai in uscita la stessa tensione di un singolo pannello e come corrente la somme delle correnti erogate da ogni pannello.

Se invece i pannelli fotovoltaici sono di TENSIONE DIVERSA, allora NON potrai effettuare  il collegamento in parallelo!

Il perché è sempre dato dal fatto che il pannello a tensione più bassa si comporta come un carico resistivo e pertanto andrà ad assorbire corrente, togliendola dagli altri pannelli.

Quindi ricorda:

Ogni volta che stai per collegare in parallelo più pannelli fotovoltaici:

controlla ogni pannello abbia UGUALE tensione

-> serie di pannelli differenti

Il collegamento in serie di più pannelli fotovoltaici aventi ognuno una potenza diversa può avvenire SOLO se la CORRENTE É UGUALE in ogni pannello.

Fonte: mpptsolar.com