Archivi categoria: modi di vivere

Camminare 20 minuti al giorno riduce il rischio di disabilità

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Camminare già solo 20 minuti al dì serve a scongiurare qualsiasi forma di disabilità. Camminare fa bene, benissimo, e lo è ancora di più per i più anziani, per i quali il rischio di perdere rapidamente la propria capacità di muoversi in tutta autonomia è decisamente più elevato.

È il risultato che emerge dallo studio LIFE, Lifestyle Interventions and Independence for Elders, un’indagine sugli stili di vita e sull’autonomia degli anziani condotta da alcuni ricercatori dell’Università di Yale e pubblicata sul Journal of the American Medical Association.

LO STUDIO – LIFE è il più grande studio randomizzato mai condotto sull’attività fisica e sull’educazione sanitaria dei più anziani. Coordinato dagli studiosi dell’Università della Florida, a Gainesville, lo studio ha arruolato 1635 donne e uomini sedentari di età compresa tra i 70 e gli 89 anni e a rischio di disabilità. A ogni partecipante è stato assegnato casualmente un programma strutturato di moderata attività fisica o un programma di educazione alla salute su tematiche legate all’invecchiamento oppure un programma di stretching.

Ogni sei mesi i ricercatori hanno controllato la capacità di camminare di entrambi i gruppi, la pressione arteriosa, il peso e la frequenza cardiaca e dopo più di due anni di follow-up, il team ha trovato che il rischio di grave disabilità si è ridotto del 18% tra i partecipanti al gruppo di attività fisica, che erano più in grado di camminare senza assistenza per circa 400 metri.

Inoltre, il numero di soggetti a rischio di riduzione delle capacità motorie, come coloro che avevano subito un intervento, si è ridotto del 28%.

Noi vorremmo cambiare il modo in cui le persone vivono“, ha dichiarato Thomas Gill, Professore di Medicina Geriatrica e coordinatore dello studio. “Mantenere l’indipendenza per gli anziani è un bene per la salute pubblica e una priorità clinica e modificare lo stile di vita è un approccio importante per mantenere l’indipendenza“.

Insomma, più passeggiate a piedi ora soprattutto che le temperature ce lo consentono! E non aspettate di essere anziani per lasciare in garage la vostra auto!

Germana Carillo

fonte: http://www.greenme.it

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Moringa, l’albero dei miracoli

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Traduzione dall’ inglese dell’
articolo pubblicato il 23 maggio 2011

La Moringa ha tre caratteristiche miracolose: è ritenuta la pianta più nutriente al mondo, cresce benissimo in paesi colpiti da desertificazione e quindi anche da malnutrizione e, infine, cresce così velocemente che le foglie possono essere raccolte ogni due settimane.

Quest’albero necessita di costanti cure, ma d’altra parte garantisce introiti regolari. La resa della Moringa è più elevata rispetto a quella dell’agricoltura tradizionale, il che rende le piantagioni di Moringa un eccellente strumento per lo sviluppo sostenibile. Inoltre, le piantagioni di Moringa generano lavoro tutto l’anno, portando una maggiore stabilità economica agli agricoltori dipendenti abituati all’agricoltura stagionale.

È di fondamentale importanza dimostrare le possibilità economiche dell’albero di Moringa alle popolazioni locali, dato che non basta piantare un albero per garantirne la sopravvivenza. Piuttosto, bisognerebbe far vedere che l’albero può dare dei benefici economici alla popolazione, la quale in cambio deve assicurare all’albero le cure necessarie, oltre a provvedere a ulteriori piantagioni.

Quindi, gli “alberi a resa elevata” come il Baobab e la Moringa hanno un tasso di sopravvivenza molto superiore dato che non vengono tagliati, mangiati dalle capre o più semplicemente abbandonati. Questa è la ragione per cui il ruolo di un progetto di sviluppo non si deve limitare alla fase di piantagione, ma deve invece integrare tutto il ciclo. Ciò comporta non solo compiti legati al piantare gli alberi, ma anche alla piantagione, al marketing e alla contabilità. Il coinvolgimento nell’intero ciclo rende Tree-Nation efficiente e stabile nel lungo periodo.

Fonte: www.tree-nation.com/projects/project_updates/1580/moringa-l-albero-dei-miracoli

Risparmiare in casa, trucchi e accorgimenti

Coi tempi che corrono, riuscire a fare un po’ di economia sarebbe buona norma. La recente crisi globale ha infatti messo a dura prova il budget mensile di molte famiglie, chi più chi meno. Se vogliamo risparmiare in casa e riuscire a mettere da parte qualche euro da spendere come meglio preferiamo, basta stare attenti a piccoli accorgimenti. Le vere econome sanno bene quanto sia facile cedere agli sprechi domestici, magari anche involontariamente, ma con un po’ d’attenzione potremo evitare di spendere soldi in cose che possono essere autoprodotte o a contenere i consumi energetici non necessari. Il problema dei consumi è un nervo scoperto ora che si avvicina l’inverno, partiamo proprio da questo, dal riscaldamento.

Ottimizzare il riscaldamento riducendo gli sprechi

Ora che arriva il freddo uno dei pensieri che turba le nostre giornate è quello della bolletta del riscaldamento, che sia a gas o che sia elettrico, poco importa, sempre di spese si tratta. Ma come fare per non vedere singhiozzare di disperazione il nostro portafogli? Prima di aprire le danze al riscaldamento, a meno che non abitiamo in una magnifica casa di classe A, cerchiamo di valutare la situazione della nostra dimora. Facciamo un’ispezione degli infissi, valutando se e quanto consentano il passaggio di spifferi. Questi, infatti, silenziosi e infidi, causano uno spreco “invisibile”, facendoci consumare più riscaldamento del necessario.Risparmiare in casa, trucchi e accorgimenti per vere econome

Risparmiare in casa è anche una questione di accortezza. Se quindi notiamo della dispersione di calore, cerchiamo di porre rimedio sistemando dei gommini nelle finestre che eventualmente non dovessero avere una chiusura perfetta e il classico serpentone di pezza imbottito sotto le porte. In questo modo avremo già fatto un passo importante verso il risparmio. Non mettiamo mai il riscaldamento al massimo, più ci abituiamo al calore, più tenderemo ad aumentarlo, soprattutto se non tutta la casa ha la stessa temperatura. L’ideale è mantenere gli ambienti tra i 18 e i 22 gradi.

Durante la notte spegniamo i riscaldamenti e programmiamoli per l’accensione una mezz’ora prima del nostro risveglio. La notte, essendo coperti, non abbiamo bisogno di scaldare l’ambiente. Se invece preferiamo dormire con 5 gocce di Chanel e lenzuola di seta allora non lamentiamoci della bolletta. Ricordiamoci di programmare il riscaldamento anche nel caso in cui stessimo fuori per lavoro tutto il giorno. In questo caso l’orario d’accensione dovrà essere almeno un’ora e mezza prima del nostro rientro se vogliamo trovare una temperatura gradevole. Accenderli quando rientriamo, mettendoli al massimo della potenza per scaldare velocemente, ci farebbe consumare molto di più.

Risparmiare in casa autoproducendo detersivi e pane

Autoprodurre i beni di maggior consumo non è poi così impegnativo, basta dedicare un paio di giornate al mese per i detersivi e un paio alla settimana per il pane. Vediamo come. Se non vogliamo cimentarci nella produzione di detersivi, almeno proviamo ad alternare dell’aceto bianco all’acido citrico per il bucato in lavatrice, questi sono ammorbidenti economici ed ecologici. Se invece l’idea di autoprodurre ci intriga, procuriamoci tutti gli ingredienti. Generalmente basta del sapone di marsiglia, liquido o in scaglie, percarbonato di sodio, oli essenziali da miscelare per avere dei detersivi per la lavatrice a prova di consumo.Risparmiare in casa, trucchi e accorgimenti per vere econome

Facciamo delle veloci ricerche sul web, esistono tanti blog curati da ottime ecoproduttrici che svelano alla massa i trucchi dei detersivi fai da te.

Questo sistema ci consentirà di risparmiare in casa senza rinunciare all’igiene e senza sprecare denaro nell’acquisto di grandi brand pubblicizzati. Per fare il pane abbiamo invece due opzioni, utilizzare un lievito normale, quindi anche farine lievitanti, o il lievito di pasta madre. Il secondo consente di preparare tantissime ricette diverse dal gusto inebriante, risparmiando notevolmente sul costo del pane perché non dovremo prepararlo fresco quotidianamente, dato che il nostro fatto in casa avrà una durata di minimo tre giorni secondo il tipo di pane.

GA e prodotti a Km 0

Un altro modo semplice per risparmiare in casa è quello di aderire a dei gruppi d’acquisto. I gruppi d’acquisto sono gruppi che si formano tramite conoscenza diretta o per inserzione anche sui social e procedono all’acquisto di beni. Il grande numero di adesioni all’acquisto consente al fornitore di praticare importanti sconti sia sul bene stesso che su quelli di spedizione. Generalmente se ne trovano in tutte le città, ma qualora non ce ne fossero nella nostra, potremo aderire comunque a un GA e farci posi spedire l’acquisto a casa, i costi di spedizione non sono mai comunque elevati .

I prodotti a Km zero invece sono per lo più frutta e verdura che vengono prodotti su un territorio e venduti direttamente dal coltivatore in determinate occasioni calendarizzate e ospitate nelle piazze delle città. Non sempre i costi sono convenienti rispetto alla frutta e alla verdura del supermercato, però ci stiamo portando a casa un prodotto biologico, sicuro e saporito, favorendo l’economia del luogo. Anche in questo caso possiamo acquistare con un gruppo in modo da minimizzare le spese. Risparmiare in casa non è difficile, basta conoscere i trucchi del mestiere dell’economa. Con questi pratici consigli potremo iniziare a risparmiare qualche soldino e magari anche a vivere in modo più sostenibile e consapevole..

Da Garage a Mini-Loft

Michelle de la Vega è un artista di Seattle  che ha acquisito notorietà internazionale per la capacità di progettazione di spazi abitativi di piccolissime dimensioni. In particolare questo progetto “Mini House” è stato ripreso anche dal New York Times

Photo Credit:  Ira Lippke

Mini House è una casa è di 23mq che nonostante le dimensioni ridotte assolve pienamente alla funzione di abitazione: dotata di soppalco e stufa a legna ha grandi porte finestre che si aprono sul giardino che la rendono luminosa.

Photo Credit:  Michelle de la Vega

Costruita su richiesta e con un budget molto ristretto la casa è stata progettata interamente con materiali di recupero o low cost. Il progetto per la riqualificazione dell’ex garage è partito subito dopo aver chiuso la trattativa con  l’ incredulo agente immobiliare

Photo Credit: Graham Syed

Progettazione e costruzione

Con la collaborazione di un falegname esperto la designer che ha progettato la mini casa ha realizzato cosi un’abitazione che prima di tutto fosse luminosa e areata progettando scrupolosamente il posizionamento delle finestre per creare la massima luminosità e la massima areazione. La struttura è stata riprogettata con altezze di 3 metri e mezzo dal suolo cosi da lasciare spazio sufficiente per il soppalco. Una grande trave lamellare è stato aggiunta   per la stabilità strutturale.

Photo Credit:  Michelle de la Vega

Photo Credit: Graham Syed

Photo Credit: Graham Syed

Photo Credit: Ira Lippke

L’economia e la bellezza dell’appartamento provengono dall’estro esperto della designer che ha utilizzato più possibile  materiale di recupero come infissi ed elettrodomestici di seconda mano . Il loft ricavato appare come un piccolo accogliente e confortevole nido in cui non manca assolutamente nulla .

Photo Credit: Graham Syed

Photo Credit: Ira Lippke

Photo Credit: Ira Lippke

Photo Credit: Ira Lippke

Photo Credit: Ira Lippke

Progetto: Michelle de la Vega 

Nome del prgetto: Mini House

Località: Seattle, WA USA

Photos Credits: Ira Lippke, Graham Syed, Michelle de la Vega

Raw food: mangiare crudo per vivere sani

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Raw food, la dieta crudista raccontata da René Andreani, studioso di alimentazione naturale e terapie olistiche, autore di libri di successo, caposcuola dei fruttariani italiani ma che attualmente segue una dieta vegan crudista. L’abbiamo incontrato al Sana nell’ambito della conferenza di presentazione del suo libro “Mangiar crudo per vivere sani: raw food” e gli abbiamo posto alcune domande su quella che per lui è una vera e propria filosofia di vita portata avanti da molti anni con grande entusiamo.

Come è arrivato al crudismo, perché questa scelta?

Ho iniziato seguendo gli insegnamenti del professore Armando D’Elia, sono partito da degli studi che sono stati fatti sulle origini dell’umanità, quando viveva l’Australopithecus Afarensis. Queste ricerche sono tornate indietro di 3 milioni e mezzo di anni, facendo degli esami anatomici sulla striatura dei denti, sulle ossa, ecc. della famosa Lucy (resti di scheletro di un Australopithecus donna n.d.r). Ci si è resi conto che allora, come ancora oggi, per la lunghezza del tubo digerente, l’intestino, la saliva e alcuni acidi che servono per digerire, siamo animali prevalentamente fruttariani e vegan-crudisti, allora infatti queste persone mangiavano frutti, bacche, alcune radici e qualche insetto. In seguito a questi studi, circa 30 anni fa ho deciso di iniziare a sperimentare: prima sono diventato vegetariano, poi ho capito che latte e formaggi non fanno così bene, allora ho fatto un salto e sono diventato vegano, poi continuando a fare le mie letture ho scoperto che il mangiare crudo è decisamente meglio del mangiare cotto, perché la cottura provoca una mutazione termica. Ho iniziato così a limitare i cibi cotti a favore di quelli crudi. Il cibo crudo è un cibo vivo quello cotto è un cibo morto. Un ulteriore salto di qualità l’ho fatto quando, insieme ad un amico Alfio Libralato (pioniere italiano dei fruttariani), ho scelto di mangiare solo frutta per vedere se si poteva fare. Poi però nel tempo mi sono reso conto che, per chi vive in un clima come quello italiano o peggio ancora quello tedesco o svedese, mangiare solo frutta per tutta la vita è difficile.

Quindi cosa mangia (o dovrebbe mangiare) un crudista?
Quello che io consiglio, senza grossi fanatismi, è una dieta fatta prevalentemente da frutta e verdura cruda, germogli, alghe, fiori, erbe spontanee, frutta, poi ogni tanto anche roba cotta, in particolare d’inverno quando fanno piacere cibi caldi. Poi c’è il discorso acqua, dovremmo bere acqua alcalina, ionizzata, piena di ossigeno invece beviamo acqua di rubinetto (comunque la migliore) o quella minerale, imbottigliata anche uno o due anni prima e che magari è rimasta nelle bottiglie di plastica al sole…

Questo genere di dieta non può comportare carenze?
Se uno la fa ruotando tutti i tipi di frutta, erba, germogli, alghe e super food… è una dieta assolutamente completa, completa anche di vitamina B12 e aminoacidi. Comunque superati i 50 anni, anche alle persone che credono di non essere in carenza di B12, consiglio una volta alla settimana di prendersi una pillolina di questa vitamina. La mia esperienza comunque è molto positiva, sto arrivando a 75 anni: da 40 anni non vedo un medico, non faccio un’analisi ufficiale, non sono mai stato ricoverato in ospedale nè operato e sto bene, scrivo, il cervello funziona! Non bisogna però fare i fanatici, qualche volta si può fare uno strappo alla regola.

Naturalmente tutti i cibi crudi devono essere biologici…
Per stare in buona salute non basta mangiare ciliegie o zucchine biologiche se poi si è rancorosi, pieni di rabbia e sentimenti negativi. Per stare in salute bisogna fare le cose che si amano e si ha voglia di fare, con l’Associazione Vegetariana Italiana ho fatto delle magliette con su degli slogan, te ne leggo alcune molto indicative: “le persone sono ciò che immaginano, pensano, conoscono, sperimentano e quello che respirano, bevono o mangiano”. “Solo chi si assume la responsabilità della propria salute può guarire davvero”. “La vera rivoluzione è cambiare qualcosa di noi stessi ogni giorno”.

Ci dia qualche consiglio finale per mantenerci in buona salute…
Mangiare poco, masticare lentamente, camminare il più possibile tutti i giorni e ogni tanto concedersi uno strappo!

Francesca Biagioli

Prefabbricati di design, Soe Ker Tie Hias

soe ker tie hias

soe ker tie hias

Le case prefabbricate saranno i moduli abitativi del futuro. In questa gallery vedrete le soluzioni più particolari come questa, la Soe Ker Tie Hias, ovvero la casa delle farfalle.

Come saranno le case del futuro? Le soluzioni che propongono gli architetti diventano sempre più particolari e i moduli abitativi prefabbricati di design prendono forma, proponendosi come soluzioni di domani. Addio vecchi palazzoni e grande spazio, dunque, a edifici eco-friendly, dal design spesso inconsueto, e dalle particolarità a volte inimmaginabili. Scopriamo insieme quali sono i 10 prefabbricati di design più insoliti e curiosi al mondo.

Le case prefabbricate sono ottime soluzioni abitative e ce ne sono davvero di tutti i tipi. Negli ultimi tempi gli architetti hanno progettato diversi moduli dal design spesso particolare. Soe Ker Tie Hias è conosciuta come la casa delle farfalle ed è stata definita così per il tetto, che consente un’ottima ventilazione naturale.
Questa soluzione è stata realizzata dalla TYIN, un’organizzazione no-profit che lavora attraverso l’architettura in campo umanitario, e progettata in Thailandia.

Un’altra soluzione è quella proposta dal designer Michael Jantzen, la casa Homestead. Non è una soluzione calda ed accogliente, più che altro è un’abitazione a basso costo, realizzata in acciaio ed estremamente personalizzabile.

homestead house

homestead house

Di tutt’altro genere la Maison Evolutiv. Questa soluzione conta 70 metri quadrati di superficie ed è stata chiamata così per via dei due moduli prefabbricati posizionati uno sopra all’altro. Anche questa è una soluzione eco-friendly, con tetto solare e raccolta di acqua piovana che fornisce l’acqua per lo scarico del wc.

maison evolutiv

maison evolutiv

625 Square Foot è una casa che è stata realizzata a Tucson, in Arizona. È stata progettata dall’architetto Rocio Romero e ora è di proprietà del signor Aaron Jones. Si tratta di un vero e proprio kit di costruzione e ci vogliono circa 12 settimane per completare perfettamente la casa.

625 square foot

625 square foot

Autosufficiente ed eco-friendly è il prefabbricato ADEX, realizzato da Alberto Lara e Paula Noguron. Si tratta di un sistema fatto di pezzi ad incastro che si adatta a moltissimi luoghi. I singoli pezzi, di forma triangolare, sono facilmente smontabili e riposizionabili come meglio si crede; ciò significa che i proprietari di una soluzione del genere possono ‘migrare’ quando e come vogliono. Pannelli solari, fotovoltaici e raccolta di acqua piovana rendono questa casa decisamente low cost.

Una vera e propria barca posizionata verticalmente sul terreno artico all’interno della quale ci si può vivere in tutta tranquillità. Si chiama semplicemente Artic’s houseboat ed è realizzato in legno e resina. Ci sono voluti quasi tre anni per la progettazione di questo particolare modulo abitativo.

La casa realizzata dagli architetti Youmeheshe è interamente biologica. In pratica questa soluzione è completamente realizzata in legno e costa poco rispetto alla media. Il kit per costruire questa casa permette di assemblarla piano per piano in base al nucleo familiare che andrà a prendere possesso di essa.

casa di youmeheshe

casa di youmeheshe

Conhouse è una divertente soluzione arricchita di simpaticissimi pois rosa. Gli spazi non sono enormi e sono ospitati da due moduli posti uno sull’altro, tanto da sembrare in bilico.

conhouse

conhouse

Dome House è invece una struttura dalla forma già vista, infatti ricorda un igloo. La parete è realizzata in schiuma di polistirene. Esternamente ha un design fiabesco ma interamente, se ben arredata, sembrerà la soluzione di un re.

Un’altra meravigliosa soluzione è quella proposta da Jens Risom, ovvero la casa Weekend. Dalla forma piuttosto solita, questa casa ricorda proprio quella dei film americani, immersa in un’immensa prateria e tutta realizzata in legno con tetto triangolare. Calda ed accogliente sarà una delle soluzioni del futuro.

weekend house

weekend house

Fonte: www.designmag.it