Archivi categoria: energie alternative

L’OFF GRID BOX

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L’OFF GRID BOX™ è un modulo di autosufficienza in grado di rendere indipendente qualsiasi unità abitativa.

Off-grid” significa “disconnesso dalle reti“.

schema_cose1Il sistema è un piccolo container alto 2m che arriva agevolmente sul posto, si estraggono i pannelli solari fotovoltaici e si montano sul tetto per produrre energia elettrica e raccogliere l’acqua piovana. I tubi solari sottovuoto producono acqua calda e…

Questo sistema integra:

  • Il fotovoltaico (e il micro-eolico) per l’energia elettrica
  • la raccolta e il trattamento dell’acqua piovana per usi domestici e l’irrigazione
  • il solare termico per produrre acqua calda sanitaria
  • caldaia a pellet o pellet/legna
  • numerosi altri optional

L’OFF GRID BOX recupera l’acqua piovana…


Il tetto fotovoltaico convoglia l’acqua piovana con una grondaia nella cisterna interna da 1500 litri. Una pompa ad alta efficienza con dei filtri meccanici ed UV (Ultra-Violetto) la debatterizzano per poterla usare in casa, nel giardino o nell’orto.

Si possono aggiungere un timer per l’irrigazione, delle cisterne addizionali e/o diluire l’acqua del pozzo se troppo dura o inquinata. Scopri tutti gli optional chiedendo il preventivo.

…e ti porta in casa l’energia
del vento e del sole.


Autoprodursi la corrente elettrica con il sole o con il vento è una grande, grandissima soddisfazione.
L’Off Grid Box ci permette di produrne fino a 20 kWp, stoccarla in sicurezza in robusti accumulatori e convertirla in corrente alternata da usare proprio come quella della rete elettrica ma gratis!

Il sistema solare termico brevettato scalda l’acqua ed è integrato con caldaie a pellet o pellet/legna per riscaldare tutto l’edificio (aumentandone la Classe Energetica). Mettici alla prova!

Ambiente: in arrivo batterie ricaricabili low-cost per accumulo energetico

batteriaUna nuova generazione di batterie ricaricabili che potrebbe rilanciare la corsa di fotovoltaico ed eolico. E’ la nuova tecnologia messa a punto dai ricercatori del Massachusetts Institute of Technology di Boston, che si basa su batterie a flusso in grado di fare a meno delle costose membrane che di solito si usano per separare i reagenti presenti nei dispositivi. La notizia della scoperta è stata pubblicata su Nature Communications, il cui articolo sostiene che le nuove batterie low cost potrebbero favorire la diffusione delle fonti rinnovabili risolvendo una volta per tutte i problemi legati all’accumulo dell’energia, tipico delle fonti intermittenti come sole e vento. Il nuovo dispositivo ideato dagli scienziati del MIT contiene due diversi liquidi (una soluzione di bromo e una di idrogeno) che passano da un elettrodo all’altro attraverso un canale. Questo genera una serie di reazioni elettrochimiche che consentono di produrre e immagazzinare energia.

La grande novità, come anticipato, consiste nell’assenza di costose membrane per separare i due liquidi, che invece rimangono distinti grazie al fenomeno del flusso laminare, che permette di far scorrere le due soluzioni senza che avvengano reazioni tra i fluidi.

Secondo le stime dei ricercatori, la nuova batteria potrebbe produrre energia a un costo di 100 dollari per kilowattora, che potrebbe essere interessante per le società di servizi pubblici americane.

di

Come Aumentare l’Efficienza del tuo Impianto Fotovoltaico!

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In questo articolo vorrei porre la mia attenzione sull’efficienza di un impianto fotovoltaico, cercherò di fare una rassegna di tutte le cause di inefficienza nel fotovoltaico, per capire se si hanno margini di miglioramento attuando nuove politiche energetiche e nuovi comportamenti.

Lo scopo del presente articolo è in ultimo di capire

come aumentare l’efficienza energetica di un impianto fotovoltaico.

Cosa è l’efficienza in un impianto fotovoltaico?

L’efficienza è definita dalla seguente semplice formula:

<br /><br /><br /><br /><br /><br /><br /><br /><br /> \mathrm{efficienza} \ \eta = \mathrm{{potenza \ in \ uscita} \over \mathrm{potenza \ in \ entrata}} \ (= energia \  E_\mathrm{out} / lavoro \  E_\mathrm{in})<br /><br /><br /><br /><br /><br /><br /><br /><br />

fonte wikipedia

In un impianto fotovoltaico l’efficienza è data:

potenza in uscita= potenza in uscita dagli apparati come inverter o batterie

potenza in entrata= potenza erogata dai pannelli fotovoltaici

Poiché il rapporto al massimo dell’efficienza energetica tende ad 1, più è alta l’efficienza in un impianto fotovoltaico e minore potenza viene persa al suo interno.

Per capire come aumentare l’efficienza negli impianto fotovoltaici occorre studiare inizialmente i punti in cui si hanno le perdite di potenza all’interno dell’impianto.

Di seguito ho stilato una lista che potrai utilizzare per verificare punto per punto ogni elemento del tuo impianto.

Monitorare l’impianto fotovoltaico

Per prima cosa se siamo interessati al miglioramento dell’efficienza e conseguente aumento del rendimento energetico del nostro impianto dobbiamo andare ad analizzare e monitorare la produzione di energia del nostro impianto.

Il monitoraggio dell’impianto è importante in quanto ci consente rapidamente di capire se vi sono dei malfunzionamenti e dei cali improvvisi di produzione energetica, questo quindi ci consentirà di reagire velocemente.

Il rapido intervento se ben ci pensiamo sono tutte ore di Sole in più che non perderemo se non ci accorgiamo per tempo delle anomalie, tradotto quindi in energia che non viene generata.

Confrontiamo i nostri dati con altri impianti

È’ molto importante che dopo la fase di monitoraggio questi dati che abbiamo in mano si possano confrontare con i risultati di altri impianti nelle zone limitrofe.

Come fare questo confronto?

Il confronto si può fare via web tramite dei database in grado di monitorare e analizzare in tempo reale la produzione di più impianti.

Questo confronto permette di avere un riscontro reale nella produzione,  tenendo in considerazione condizioni atmosferiche e zona di installazione uguali.

Dimensionamento dei cavi elettrici

La corrente che scorre all’interno dei tuoi cavi elettrici causa per effetto Joule perdite di potenza lungo i cavi, come evitare queste perdite di energia?

Per prima cosa devi dimensionare correttamente la sezione dei cavi elettrici nel tuo impianto, in questo modo la corrente non troverà alcun ostacolo di sezione.

Come seconda cosa ti consiglio di progettare un impianto che abbia un numero di Volts alto, questo significa che a parità di lunghezza dei cavi un impianto con pannelli a 24 Volt avrà perdite molto ridotte rispetto ad uno a 12 Volt, questo perché maggiore è il potenziale sui cavi e minore sarà la perdita di energia per far passare gli elettroni in esso, non per questo la Enel ha scelto di trasportare la corrente ad alte tensioni.

Se hai un impianto auto-costruito per calcolare la tensione teorica sviluppata dal pannello basta che moltiplichi i Volt di una cella per il numero di celle fotovoltaiche che hai saldato in serie.

Se invece hai un pannello comprato basta che leggi nelle sue specifiche.

Orientamento dei pannelli fotovoltaici

Cerca di prediligere un orientamento a Sud.

Angolazione dei pannelli fotovoltaici

Poni tutti i pannelli fotovoltaici con una stessa angolazione tra i 20 ed i 30 gradi (=>avrai una uguale potenza erogata)

Tieni sempre puliti i pannelli fotovoltaici!

Pulisci i pannelli se vedi che si è formato dello sporco:

  • foglie,
  • escrementi di uccelli,
  • sporco,
  • polvere,
  • etc…

Attenzione agli ombreggiamenti!

Poni i pannelli in zone non ombreggiate.

Fonte: www.ecoglobo.it

Energy manager : 5 cose da sapere

L’ energy manager è una figura professionale introdotta in Italia con la legge n.10/1991 che si occupa di gestire l’energia, e razionalizzarne al meglio la gestione, nelle grandi aziende. Si tratta di un responsabile, nominato dalle grandi aziende più o meno energivore, per la conservazione e l’uso razionale dell’energia. Il 30 aprile di ogni anno queste aziende sono tenute a comunicare al Ministero dell’Industria e dell’Artigianato il nominativo del tecnico nominato come responsabile energetico.

 

Per chi opera l’energy manager?

L’energy manager opera presso soggetti ed enti pubblici e privati caratterizzati da livelli di consumo energetico importanti. Le soglie di consumo energetico delle aziende sono misurate in “tonnellate equivalenti di petrolio”: Tep. L’energy manager opera all’interno di aziende del settore industriale con consumi energetici corrispondenti a più di 10mila Tep, ma non solo. Il professionista opera anche in aziende di altri settori con almeno 1.000 Tep di consumo di energia l’anno. Per la precisione i consumi energetici considerati fanno riferimento all’anno precedente.

Ma a quanto corrispondono 1.000 e 10.000 Tep, tonnellate equivalenti di petrolio?

energy manager 5 cose da sapere

Per avere un’idea delle soglie di consumo previste:

  • 1 Tep (1 tonnellata equivalente di petrolio) corrisponde a circa 4.347,83 Kwh l’anno;
  • 1.000 Tep corrispondono a circa 4.347.000 Kwh/anno (circa 4.300 Mwh/anno)
  • 10.000 tep corrispondono a circa 43mila Mwh/anno di consumi rilevati nell’anno precedente.

Si parla decisamente di grandi aziende energivore.

 

 

Gli energy manager operanti in Italia sono circa 2.650 , di cui oltre 500 sono responsabili locali di aziende operanti in diverse sedi in Italia con consumi energetici che superano le soglie indicate.

 

Chi è l’energy manager?

Innanzitutto non è un professionista iscritto ad un albo. Ancora non esiste un albo ufficiale degli energy manager, ma solo un elenco curato e gestito dal FIRE (Federazione Italiana per l’Uso Razionale dell’Energia). La federazione opera su incarico del Ministero dello Sviluppo Economico e delle Attività Produttive. Per diventare energy manager e per essere inseriti in elenco occorre essere nominati da un soggetto, non per forza sottoposto all’obbligo di nomina, secondo quanto indicato sul sito della FIRE.

Le funzioni che deve svolgere l’energy manager per conto delle aziende dalle quali è nominato sono sintetizzate nella individuazione degli interventi  e delle procedure necessarie a realizzare la massima e migliore efficienze energetica dell’azienda. Si tratta di garantire e gestire misure volte a promuovere l’uso razionale ed efficiente dell’energia e di predisporre i bilanci energetici aziendali.

Il bilancio energetico è uno strumento di analisi che permette all’azienda di identificare il proprio “profilo di consumo”. Con questo l’azienda potrà intervenire sui propri consumi di energia con interventi in grado di garantire sensibili risparmi energetici e benefici economici.
L’analisi derivante dal bilancio energetico serve all’azienda ad individuare le migliori opzioni di risparmio ed efficientamento energetico. Oltre al risparmio energetico (ed economico) le misure sono volte all’implementazione di fonti energetiche rinnovabili o al recupero dell’energia termica residuale degli stessi processi produttivi.

 

Le 5 cose da sapere sull’ Energy Manager

  1. Entro il 30 aprile di ogni anno le imprese del settore industriale con più di 10mila Tep di consumi (nell’anno precedente) e le imprese degli altri settori con più di 1.000 Tep devono comunicare al ministero dell’industria e sviluppo economico l’ Energy Manager nominato per razionalizzare l’uso dell’energia;
  2. la mancanza di questa comunicazione annuale esclude le imprese dagli incentivi riservati dalla legge n.10/1991 alle grandi imprese energivore;
  3. gli Energy Manager individuano le azioni, gli interventi e le procedure per attuare l’uso razionale dell’energia, fanno i bilanci energetici e predispongono i dati energetici per far ottenere gli incentivi alle imprese energivore (L.10/91);
  4. l’energy manager si serve delle apposite schede informative di diagnosi energetica predisposte dall’Enea e differenziate in base al tipo di azienda;
  5. spetta all’Enea il compito di promuovere direttamente ed indirettamente la figura dell’energy manager e la sua formazione. La Fire, invece, raccoglie e gestisce gli elenchi degli energy manager.

Fonte: www.fotovoltaiconorditalia.it

Immagazzinare l’ energia pulita in casa prodotta da fonte rinnovabile

Una interessante soluzione per immagazzinare l’ energia pulita auto-prodotta in ambito domestico: Densys, l’energy storage domestico made in Germany.

Vale la pena fare una piccola recensione per vedere le caratteristiche ed i vantaggi di questo prodotto innovativo che se ben sfruttato può procurare sensibili risparmi per l’utilizzatore domestico dotato di un impianto fotovoltaico e/o di un impianto mini eolico.

Si tratta di un nuovo sistema d’accumulo, che rispetta completamente la normativa italiana, e che consente di:

  • produrre energia pulita da fonti rinnovabili
  • accumularla
  • gestirla in modo ottimale, massimizzando l’autoconsumo

 

Immagazzinare l’ energia auto-prodotta

L’obiettivo è sempre quello: privilegiare l’utilizzo di energia prodotta, o meglio auto-prodotta, da fonti rinnovabili e ridurre l’utilizzo della elettricità di rete in ambito domestico. L’elettricità della rete pubblica, infatti, oltre ad essere per la maggior parte dei casi prodotta ancora da fonti fossili inquinanti, è anche molto più costosa per il consumatore finale. Questo infatti, oltre a pagare in bolletta il Kwh acquistato, viene caricato anche di tutte le spese relative ai servizi, oneri generali di sistema, addizionali, imposte, ecc… Tutte voci di costo della bolletta che fanno raddoppiare il prezzo finale di acquisto dell’energia rispetto al costo effettivo del kilowattora elettrico.

immagazzinare energia elettrica casa

La stazione di accumulo Densys, dunque, se da un lato vuole privilegiare le autoproduzioni da fonti rinnovabili rispetto al prelievo dalla rete elettrica sfruttando al massimo l’energia autoprodotta, dall’altro vuole immagazzinare l’energia pulita auto-prodotta necessaria al soddisfacimento del proprio fabbisogno, fino alla successiva ricarica delle batterie.

Questo sistema di accumulo, infatti, grazie all’apporto di energia prodotta da fotovoltaico ed eventualmente  anche dall’eolico, arriva tranquillamente a soddisfare il fabbisogno elettrico di una famiglia composta da 3-4 persone.

 

Non solo immagazzinare l’energia, ma anche gestirla in maniera intelligente

Il sistema di “storage” elettrico domestico, oltre ad immagazzinare l’energia pulita per renderla disponibile in qualsiasi momento (anche di notte), ha la peculiarità di una gestione intelligente dell’approvvigionamento energetico. Attraverso il monitoraggio continuo del flusso di consumo dell’abitazione, infatti, il sistema può privilegiare, nei momenti di maggiore insolazione, l’utilizzo diretto ed immediato dell’energia prodotta dai pannelli fotovoltaici. L’energia non istantaneamente utilizzata dall’abitazione, andrà a ricaricare le batterie. Solo quando le batterie sono completamente cariche, il sistema andrà ad immettere l’energia in eccesso nella rete elettrica. Questa energia verrà valorizzata col meccanismo dello scambio sul posto o del ritiro dedicato da parte del Gse (cioè vendita “convenzionata” di energia) .

L’immagazzinamento dell’energia è sufficiente per un’autonomia di diversi giorni anche in assenza di sole, dipende dai consumi delle utenze, e solo quando le batterie sono completamente scariche il sistema, comunque allacciato alla rete pubblica, attingerà dall’elettricità di rete. In questo modo si garantisce, a differenza dei sistemi completamente isolati (stand-alone o off-grid), la sicurezza dell’approvvigionamento elettrico in qualsiasi momento.

 

I sistemi per immagazzinare l’energia prodotta da fonti rinnovabili in ambito domestico (e non solo) rappresentano la nuova era del fotovoltaico in quanto consentono di utilizzare la “propria” energia riducendo i consumi di rete e le bollette elettriche.

 

 

Qualche dettaglio tecnico

Uscita

  • Capacità di accumulo: 9-12 Kwh (ma ci sono anche altri modelli)
  • Uscita (in corrente alternata): 230 Volt e 50 Hz
  • Potenza in uscita: 4,5 kw
  • Corrente nominale in uscita: da 20 a 50 Amp.

Entrata in corrente continua da fotovoltaico o eolico

 

  • potenza fotovoltaico: 3Kw
  • tensione ottimale MPPT: 160V
  • tensione massima consentita: 180V
  • rendimento: 99%

Entrata in corrente continua ba batterie

 

  • tensione da batterie: da 38 a 58 Volt
  • corrente di carica batteria: 50-40 A
  • tipo di batteria: Piombo Gel
  • vita attesa della batteria: più di 10 anni con un livello di scarica medio dell’80%

Caratteristiche del prodotto

 

  • Efficienza massima: 93%
  • Applicabile modalità stand-alone (funzionamento in isola)
  • Dispositivi di protezione per cortocircuito, sovraccarico, sovratemperatura
  • scarica profonda della batteria
  • Temperature di funzionamento: da -15 a + 50°C
  • umidità massima di funzionamento: 80%
  • altitudine massima di funzionamento: 1.000 msl
  • ventilazione forzata
  • opzionale: collegamento in parallelo
  • integrato: bypass
  • interfaccia per il monitoraggio remoto
  • compatibilità normative:
    CEI EN 60335-1
    CEI EN 50178
    CEI EN 62040-1

Fonte: www.fotovoltaiconorditalia.it

Accumulo ed autoconsumo da fotovoltaico ed eolico: domus free energy

L’accumulo e lo stoccaggio dell’energia autoprodotta è oggi la soluzione ottimale per ottenere l’autonomia energetica. Essere indipendenti, o meno dipendenti, dai prelievi di rete consente di ottenere elevati risparmi energetici riducendo, se non azzerando, le bollette elettriche. Le bollette sono infatti gravate da numerose voci di costo aggiuntive rispetto al “puro” prezzo dell’energia: si tratta dei costi di rete, di distribuzione, dispacciamento, oneri generali di sistema, addizionali, imposte, ecc.

L’obiettivo è uno: risparmiare accumulando e gestendo in maniera intelligente le fonti rinnovabili della propria casa.

Acquistando l’elettricità in bolletta, infatti, si paga circa il doppio del prezzo effettivo dell’energia elettrica venduta sul mercato.

Un sistema di accumulo di energia prodotta da fonti rinnovabili in ambito domestico, prodotto interessante da recensire, è il Domus Free Energy.

Domus free energy è una stazione di accumulo e gestione di energia prodotta in ambito domestico, adatto ad una famiglia di 3-4 persone, che può far risparmiare gran parte delle spese energetiche addebitate in bolletta.

 

Come funziona il sistema di accumulo

accumulo fotovoltaico

La stazione di stoccaggio domestico trasforma l’energia fotovoltaica ed eolica in energia elettrica che, grazie alle batterie di accumulo, è resa disponibile anche nei momenti in cui il sole non splende o il vento non soffia. In questo modo parte dell’energia in eccesso prodotta di giorno può essere utilizzata di sera o di notte, quando nelle case avviene la maggior parte dei consumi.

L’aspetto interessante è la possibilità di “ibridare” il sistema energetico della casa: al “classico” impianto fotovoltaico, infatti, si può aggiungere un mini impianto eolico ed eventuali altre fonti rinnovabili di approvvigionamento energetico. Le diverse fonti, insieme ed in maniera complementare, riescono a produrre con un investimento minimo molta più energia di quanta effettivamente se ne abbia bisogno in ambito domestico.

Un aspetto interessante della stazione di accumulo domus free energy è la gestione intelligente dei flussi energetici in entrata ed in uscita dal sistema. Sui consumi di casa, la priorità è data sempre e comunque all’energia autoprodotta. Qualora “il sole non splenda” o “il vento non soffi”, il sistema renderà disponibile l’energia accumulata nelle batterie. Solo quando queste sono completamente scariche, allora il sistema attingerà dalla rete Enel, alla quale tutto l’impianto rimane comunque allacciato.

Viceversa, quando “il sole splende” o “il vento soffia”, l’elettricità prodotta viene convogliata all’utenza di casa (se c’è richiesta) o, se non c’è richiesta, viene convogliata in ordine di priorità: prima alle batterie e poi, quando queste sono completamente cariche, alla rete elettrica di enel.

Come è giusto, la priorità di prelievo viene sempre data al proprio impianto da fonte rinnovabile.

L’energia ceduta alla rete enel, ricordiamolo, non viene “regalata”, ma viene valorizzata col meccanismo dello scambio sul posto o della vendita a prezzi minimi garantiti.

I passaggi e la gestione dei flussi energetici tra fotovoltaico/eolico , batterie e rete  avviene ovviamente tutto in automatico senza alcuna interruzione della fornitura elettrica.

 

Quanto durano le batterie e quanta elettricità sono in grado di accumulare?

Le batterie, batterie al piombo gel, hanno una vita attesa superiore ai 10 anni con un livello di scarica medio dell’80%, e sono in grado di accumulare da 6 a 12 Kwh di corrente elettrica, sufficiente a garantire indicativamente un’autonomia energetica di circa 24 ore per una famiglia media di 3-4 persone.

 

 

Hai già il fotovoltaico o un mini eolico?

La stazione di accumulo e monitoraggio Domus Free Energy è applicabile anche ad impianti fotovoltaici o eolici esistenti fino a 3 kw di potenza.

 

sistema di accumulo e autoconsumo da fotovoltaico ed eolico

 

Fonte: www.fotovoltaiconorditalia.it