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Tecnologia XLAM per un’abitazione di classe energetica A+

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Una casa passiva realizzata a Bione, un comune in provincia di Brescia, è il progetto ad opera dall’architetto di origini brasiliane Marçio Tolotti, titolare di Estudoquarto, per un’abitazioneche sfrutta pienamente i vantaggi della tecnologia XLam. L’orografia del terreno, caratterizzata da un importante dislivello che supera i 7,50 m, e i boschi circostanti, hanno suggerito l’architettura e le modalità costruttive di questa casa unifamiliare che si sviluppa su una superficie di 135 mq e si colloca in classe energetica A+.

AAA Xlam: a Milano il più grande quartiere di Social Housing d’Europa

AAA LA CONNESSIONE TRA FORMA E FUNZIONE
Questa abitazione in classe energetica A+ si sviluppa in lunghezza su un unico livello ed è suddiviso in tre sezioni che si inclinano in base all’andamento del terreno e all’esposizione del lotto.

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Le tre parti, di diversa larghezza, sono concatenate in modo da permettere una continuità degli spazi interni e quindi delle funzioni. L’ingresso è orientato a nord-ovest, chiuso e protetto da elementi scorrevoli in legno, il blocco centrale ospita invece la cucina, il bagno, la camera e la sala da pranzo, mentre la parte finale è orientata a sud-est, rivolta verso i boschi e la valle, completamente permeabile grazie alle ampie vetrate e ospitante le funzioni principali della casa, come il soggiorno, la camera padronale ed un bagno di servizio. Le vetrate, disposte a sud-ovest, garantiscono un apporto di calore gratuito nei mesi invernali.

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L’intera sagoma dell’edificio viene divisa internamente, lungo la sua lunghezza, tramite una parete che segue il colmo della copertura, ottenendo così due zone ben distinte, una con i servizi rivolta verso monte e l’altra con spazi pubblici e privati rivolti verso valle.

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AAA LA NATURA AL SERVIZIO DELLA STRUTTURA
Attraverso il legno, la natura fornisce il materiale principale utilizzato nella realizzazione di questa casa passiva. Tutta la struttura dell’abitazione è infatti in legno lamellare XLAM ed il suo montaggio prevede tempistiche di circa una settimana (con esclusione degli impianti) diminuendo notevolmente i tempi e i costi di cantiere.

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La tecnologia XLAM identifica una tipologia di pannelli realizzati in legno massiccio a strati incrociati ed incollati, con dimensioni variabili in base alle caratteristiche statiche e tecnologiche che si vogliono ottenere. Si prevede un minimo di 3 strati per un totale sempre dispari, maggiore sarà il numero di strati, maggiore sarà la portata e la stabilità del pannello. La rigidezza dei pannelli xlam li rende particolarmente adatti ad essere utilizzati per edifici in zona sismica, anche multipiano.
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I pannelli vengono solitamente rifiniti sia esternamente che internamente, in questo caso però l’idea è quella di avere un edificio totalmente integrato con la natura, sia nella forma, che ricorda un fienile, sia nei materiali, lasciando il legno di larice totalmente a vista sia all’interno che all’esterno.

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Il sistema costruttivo XLAM consente di unire le caratteristiche statiche delle tradizionali costruzioni massicce con le proprietà ecologiche del legno.  La casa si colloca in classe energetica A+ e consuma meno di 10 KWh/mqa, consentendo così un notevole risparmio energetico, un basso impatto ambientale e una diminuzione delle emissioni nocive dovute ai prodotti di scarto.

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Le vetrate che interrompono la struttura in legno consentono di immettere calore all’interno della casa e di mantenerlo grazie ad un recuperatore che utilizza un sistema di ventilazione meccanica controllata.
Per il recupero dell’acqua piovana, con scopo di irrigazione e sanitario, è stato installato un serbatoio da 10000 litri.
© Márcio Tolotti

Fonte: www.architetturaecosostenibile.it

“Design Thinking”: per soluzioni oltre la sostenibilità

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La sostenibilità deve entrare in tutti gli aspetti della progettazione per realizzare edifici che siano meno costosi e che abbiano un impatto positivo sull’ambiente: questo il nuovo trend. Un intento lodevole ma, in fondo, una banalità. Il fatto che siano meno costosi nel loro utilizzo ha qualche merito, solo se lo si mette in relazione al ridotto consumo energetico. Ma che abbia un impatto positivo sull’ambiente…Pensateci. Si tratta davvero di un netto impatto positivo o solo di un impatto “non così negativo”? Questa espressione viene di solito utilizzata in maniera sprezzante all’interno della letteratura di marketing a proposito di molti prodotti così detti sostenibili.

Ma la vera sfida è questa: andare oltre la sostenibilità. La definizione più citata di sviluppo sostenibile è quella della Brundtland Commission del 1983 ed è la seguente: “soddisfare i bisogni del presente senza compromettere la capacità delle generazioni future di soddisfare i propri bisogni”. In quel momento lo stato della popolazione, gli ecosistemi e i sistemi sociali erano tali che si sarebbe potuto immaginare di mantenere un possibile equilibrio “sostenibile”. Eppure quasi 30 anni sono passati e il concetto di status quo è stato superato da tempo dalla necessità di arrestare qualsiasi ulteriore stress all’equilibrio terrestre o di raggiungere un “net-zero.” Infatti si può sostenere che, per la sopravvivenza del pianeta, per soddisfare le esigenze del futuro, gli sviluppi devono ora restituire più di quanto consumano o che abbiano un netto impatto positivo sull’ambiente.

Come si può realizzare questo? Restituendo più energia di quella consumata, pulendo l’aria o l’acqua, consumando rifiuti e restituendo compost, piantando alberi, supportando l’habitat che ci circonda. Si potrebbe contribuire direttamente attraverso i tetti verdi, zone umide con piantagioni o la produzione di energia rinnovabile in eccesso rispetto alla domanda. E il business potrebbe donare una percentuale del proprio profitto. I contributi netti potrebbero essere calcolati attraverso un’analisi del ciclo di vita. Tutto questo è molto diverso dal greenwashing di Walmart, dove i veri benefici netti si trovano solo nelle casse aziendali.

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E’ importante, a questo proposito, un radicale cambiamento di punto di vista. Come possiamo liberarci da queste manette mentali? Forse riformulando il problema non avendo vincoli superiori, con una sufficiente ambiguità che accolga tutte le forme di brainstorming, anche quelle più stravaganti, e adotti il presupposto che tutte le idee possono essere realizzate. Se da un lato questo può sembrare costoso e scandaloso, si narra che l’approccio di “design thinking” possa spezzare la complessità e i limiti dei costi, per ottenere una soluzione che è allo stesso tempo più elegante e meno costosa delle correzioni tradizionali a buon mercato. Il processo si stacca dai problemi periferici fino ad arrivarealla vera essenza del problema, che spesso può essere affrontata in maniera molto semplice. Soluzioni che sembrano ovvie e sono assolutamente nel target.

Questo era il pensiero di Thomas Edison, di Steve Jobs, dei costruttori pionieri di “NetZero”. É tempo di superare il concetto di sostenibilità e di ridurre la nostra impronta e limitando i consumi. Forse è l’occasione per abbracciare “Gaia,” la terra in equilibrio, e cercare modi creativi per contribuire positivamente a tali risorse. E’ il momento di superare la prospettiva della costruzione come un modo per ridurre gli sprechi ma di adottare un processo che ci permetta di realizzare l’alta qualità e il valore nel nostro lavoro per creare edifici che serviranno anche alle generazioni future. Si tratta di edifici che non solo forniscono il minimo vitale di sicurezza ma che vanno anche oltre i requisiti minimi per CasaClima o LEED. Possiamo offrire alle generazioni future un ambiente di progettazione integrato per il giardinaggio in permacultura, strutture di supporto per pedoni e ciclisti o alloggi di alta qualità a prezzi accessibili, per garantire la sicurezza alle generazioni future. Tutto è possibile se le nostre intenzioni sono autentiche.

5 Tendenze nell’Architettura Sostenibile

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Con così tante preoccupazioni in arrivo ogni anno, tra economia ed ecologia, una necessità fondamentale ora è quella di afferrare il concetto di architettura sostenibile. Ed ormai è un concetto che sembra svilupparsi rapidamente nei paesi occidentali. L’architettura sostenibile può cambiare il mondo. Con i rapidi progressi nel campo dell’ecodesign e della progettazione sostenibile, c’è una grande richiesta di rendere gli edifici e le tecniche di costruzione più verdi e più sostenibili e meno dannose per la terra. Il mondo ha colto questo concetto molto bene. La necessità di nuove tecniche e materiali che possono essere facilmente riciclati sono ora vengono presi in considerazione. Ma ecco intanto cinque tendenze che servono d’ispirazione per i giovani progettisti che ogni giorno di più si trovano di fronte ad una realtà che necessariamente va migliorata.

Agricoltura verticale

Con un aumento previsto della popolazione a 9,1 miliardi di persone entro il 2050, l’alimentazione sta diventando una grande preoccupazione. La produzione alimentare deve aumentare del 70%. Ciò significherebbe avere rese maggiori e l’espansione della superficie coltivata (tuttavia limitata e a causa dell’agricoltura industriale sempre meno). Inoltre i terreni disponibili per la coltivazione non sono distribuiti uniformemente, mentre altri sono adatti per coltivare solamente alcune colture. Così gli architetti di tutto il mondo stanno iniziando a progettare edifici in cui si può coltivare lungo le superfici, le pareti e i tetti (agricoltura verticale). Questa tecnologia fornisce più spazio per la coltivazione e aiuta a risolvere la crisi continua per la ricerca di terre fertili. Le fattorie verticali possono essere integrati con edifici residenziali o anche con nuovi modelli di aziende agricole in fase di realizzazione nelle periferie delle città. Fornendo anche un ambiente più pulito per le persone che le circondano.

Paglia

La paglia è un materiale inaspettatamente resistente e che può essere utilizzato come materiale da costruzione. Molti designer e costruttori oggi fanno uso di questo materiale naturale per creare edifici sempre più sostenibili. Come già abbiamo avuto modo di discutere in questo nostro articolo: “Case in Paglia: nel Regno Unito Avanguardia dell’Edilizia Popolare“, queste abitazioni possono essere realizzate da pannelli prefabbricati con paglia. Questi pannelli possono essere assemblati in aziende specializzate o in locale. Questa tecnologia di produzione consente di risparmiare denaro ed energia e diminuire i tempi di costruzione oltre a diminuire le emissioni di CO2. L’elettricità può essere generata da pannelli fotovoltaici e solari termico e l’elettricità extra può essere venduta alla rete elettrica. Le case realizzate in paglia sarebbero considerevolmente più economiche, visto che la paglia è un prodotto che è disponibile in grande quantità.

Materiali a Cambiamento di Fase PCM

I materiali a cambiamento di fase (PCM) sono materiali accumulatori di calore latente, che sfruttano il fenomeno della transizione di fase per assorbire i flussi energetici entranti, immagazzinando un’elevata quantità di energia e mantenendo costante la propria temperatura. Questi materiali di nuova concezione possono essere facilmente integrati nei soffitti e nei rivestimenti delle pareti da cui assorbono il calore mantenendo internamente una temperatura costante riducendo la necessità di aria condizionata (fredda o calda). Questi rivestimenti costituiti sostanzialmente da microcapsule sono realizzate in modo tale da contenere il calore durante le ore di soleggiamento. Alcune aziende che vendono materiali a cambiamento di fase sostengono che utilizzando tali materiali è possibile ridurre la temperatura interna dell’edificio anche di 7 °C, riducendo così i costi di condizionamento.

Api e Biodiversità

Le api sono una parte integrante della nostra biodiversità. E’ importante nell’ambiente cittadino la salvaguardia della fauna selvatica aumentandone anche la sua diversità. Implementare il concetto di biodiversità in architettura, possiamo fare un mondo più pulito e più verde. Mantenendo così le api e dando spazio ad alveari nelle città è già fare un passo importante per garantire un ambiente più pulito più verde. Già a Londra, un vasto numero di alveari sono stati installati sui tetti degli edifici, attirando milioni e milioni di api.

Materiali Sostenibili

Oltre ai numerosi prodotti utilizzati nelle costruzioni realizzati con materiali riciclati, molti ricercatori stanno guardando a nuovi materiali provenienti da altri settori, raramente utilizzati in architettura. Migliaia di materiali in tutto il mondo vengono raccolti ogni anno. Questi materiali selezionati servono a fornire un’alternativa ecologica a tutti quei prodotti basati sul petrolio dannosi per l’ambiente. Questi campioni sono stati studiati e delle loro proprietà pensate ad un buon uso. Una tendenza in piena espansione in tutto il mondo anche a causa della crisi immobiliare e della ricerca di nuovi materiali a basso impatto ambientale e basso costo.

Energy X, la casa prefabbricata attenta all’ambiente firmata Hartl Haus

Energy X, la casa prefabbricata
attenta all’ambiente firmata Hartl Haus

Energy X, la casa prefabbricata attenta all’ambiente firmata Hartl Haus 

Nuova sfida per gli architetti e i progettisti Hartl Haus, specialista delle case prefabbricate e pioniere nella costruzione di abitazioni eco-sostenibili.

Con Energy X, la casa prefabbricata è a basso consumo energetico, ma è anche caratterizzata da design innovativo e massima attenzione nei confronti dell’ambiente e del comfort abitativo.
La filosofia costruttiva di Hartl Haus strizza l’occhio al futuro della progettazione, basandosi su tre principi: l’utilizzo di materiali naturali e rinnovabili, lo studio di un’architettura ad hoc per sfruttare al meglio le risorse naturali e l’implementazione di soluzioni tecnologiche innovative per il risparmio energetico.

Energy X è un’abitazione di grande impatto visivo: minimalista e ultramoderna, la casa prefabbricata firmata Hartl Haus si contraddistingue per l’estrema attenzione dei dettagli, sia indoor che outdoor.
I 164,16 m2 di spazio abitabile sono suddivisi su due piani, caratterizzati da massima luminosità.

Il piano terra è occupato per metà dalla zona living, con ampio soggiorno e cucina.
Il corridoio, con una particolare porta in vetro che assicura la grande luminosità, separa la zona giorno da un’altra stanza, che può essere utilizzata come studio ma anche come camera per gli ospiti, in quanto dotata di bagno supplementare.
Al piano superiore si trova la zona notte con una camera matrimoniale, due camere da letto per i bambini e un comodo bagno.
Come tutte le case prefabbricate Hartl Haus, il modello Energy X è interamente personalizzabile in base alle specifiche esigenze e ai gusti estetici personali.

Fonte: originale

Sicilia – definite le tipologie degli interventi di bioedilizia per gli ampliamenti volumetrici

E’stato pubblicato sul BUR n. 33 del 23/7/2010 il Decreto sul Piano Casa e le opere in bioedilizia dal titolo “Definizione delle caratteristiche tecniche costruttive per gli interventi di bioedilizia di cui all’art. 3 LR 6/2010“. Nel decreto «sono definite le caratteristiche tecniche costruttive per gli interventi di bioedilizia da utilizzare nei casi di demolizione e ricostruzione degli edifici ai fini dell’ampliamento volumetrico fino al 25% previsto dallo stesso articolo 3».

Gli interventi di bioedilizia sono stati suddivisi in cinque tipologie: energia, acqua, rifiuti, materiali, salute e comfort.

Il Decreto prevede, per quanto attiene l’area “energia”, l’adozione delle seguenti tecniche di bioedilizia:

  • utilizzo di caldaie ad alto rendimento a miscelazione o a condensazione o di caldaie a biomassa;
  • adozione di sistemi di cogenerazione, trigenerazione o teleriscaldamento;
  • utilizzo di radiatori a bassa temperatura a parete, pavimento o soffitto;
  • utilizzo di sistemi di ventilazione controllata con recupero di calore;
  • utilizzo di tecnologie geotermiche a pompa di calore;
  • comportamento passivo dell’edificio per la climatizzazione estiva attraverso la riduzione del carico termico dei materiali utilizzati per le superfici esterne (uso di materiali di copertura ad alta riflessione, coperture a verde per il rinfrescamento da evapotraspirazione, pareti e/o tetti ventilati, strutture semiipogee, ecc) o riduzione del carico termico estivo mediante l’uso di materiali ad elevato albedo nonche? utilizzo di sistemi naturali e/o artificiali per il controllo della radiazione solare (ombreggiamento naturale e/o artificiale, uso di vetri a controllo solare etc.);
  • comportamento passivo dell’edificio per la climatizzazione invernale con l’utilizzo di sistemi solari passivi a guadagno diretto (aperture vetrate orientate prevalentemente a sud, elementi costruttivi ad alta inerzia termica, ecc.) ed indiretto (pareti ad accumulo convettivo, pareti-camino solare, ecc.);
  • impianti radianti integrati con sistemi di deumidificazione controllata, ed utilizzo delle tecnologie di solar cooling;
  • riduzione dei consumi elettrici attraverso l’utilizzo di fonti rinnovabili (fotovoltaico, minieolico, ecc.);
  • sistemi che consentono il miglioramento del comportamento passivo dell’edificio per la climatizzazione estiva mediante utilizzo di stratigrafie d’involucro ad elevato sfasamento dell’onda termica; per la determinazione qualitativa dell’involucro edilizio volta a contenere il fabbisogno per la climatizzazione estiva i valori dello sfasamento (S) e del coefficiente di attenuazione (fa), come definiti dalla norma tecnica UNI EN ISO 13786,dovranno assumere i seguenti valori: s ? 12 ore, fa < 0,30.

Il Decreto prevede infine che «L’utilizzo delle tecniche costruttive della bioedilizia previste in fase progettuale e? verificato dal direttore dei lavori e deve essere attestato nello stato finale dei lavori da trasmettere al comune territorialmente competente. Al controllo e alle verifiche conseguenti all’applicazione del presente decreto provvedono i comuni in cui ricadono gli interventi edilizi di cui all’articolo 3 della legge regionale 23 marzo 2010, n. 6».

Fonte: riqualificazioneenergetica.info/

Come si progetta una casa ecologica?

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Oggi vedremo a grandi linee quali sono gli step fondamentali per la progettazione di una casa ecologica, ciò che non tratteremo in questo articolo sono i permessi e le licenze amministrative sia per quanto riguarda la costruzione edile in sé che per le installazioni accessorie.

Per progettare una casa ecologica, la prima cosa da fare è effettuare uno studio di fattibilità. E’ inutile progettare una casa che soddisfa il suo fabbisogno energetico con delle turbine eoliche se si vive in pianura dove non c’è neanche un filo di vento!

Lo studio di fattibilità deve essere accompagnato da una serie di ricerche sul territorio:
-dati sull’irraggiamento solare
-dati sulla quantità di precipitazione
-calcolo del fabbisogno di energia elettrica della futura abitazione
-calcolo del fabbisogno di energia termica della futura abitazione

La bio edilizia dedica molta attenzione ai materiali d’impiego per la costruzione. Con i materiali si può affrontare alla base il problema del risparmio energetico ma anche dell’inquinamento legato alla produzione dei materiali edili. Al posto del cemento armato è possibile impiegare laterizio e legno, l’isolamento della casa ecologica potrà essere garantito da un cappotto termico. A regolare l’umidità della casa, ancora una volta ci penseranno i materiali d’impiego, materiali igroscopici come il legno sono ottimi per garantire un isolamento acustico, termico e regolazione naturale dell’umidità con controllo sull’insorgenza di muffe.

In una casa ecologica non c’è spazio per termosifoni, boiler elettrici e termosifoni, così quando si calcola il fabbisogno di energia termica si possono stimare le spese legata all’installazione di sistemi di riscaldamento a irraggiamento come radiatori, battiscopa a basse temperature, energia geotermica con pompe di calore… mentre per la produzione di acqua calda ci si può affidare all’energia termica e a boiler solari. E’ importante ricordare che qualsiasi abitazione può sfruttare un certo livello di energia geotermica: i primi strati del terreno accumulano energia sotto forma di calore mediante irradiazione solare.

L’illuminazione deve essere il più possibile naturale, questo può essere garantito con un sapiente mix di colori e ampie vetrate con la giusta esposizione. L’illuminazione interna può essere garantita da lucernari e sistemi a basso consumo energetico (LED).

Lo studio sulle precipitazioni servirà per poter stimare la capacità d’impianto per un sistema di recupero delle acque piovane che saranno poi ridistribuite all’abitazione per uso sanitario (scarico del wc) o per l’irrigazione degli spazi verdi. Per progettare una casa ecologica bisogna tenere conto anche della location: la casa dovrebbe essere costruita lontano da centri industriali e circondata da verde.

Pubblicato da Anna De Simone

Fonte: ideegreen.it