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Come preparare il macerato di ortica per l’orto

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Prendersi cura dell’orto in modo naturale significa conoscere i rimedi che possono permetterci di evitare il ricorso a pesticidi e fertilizzanti chimici. Tra di essi troviamo il macerato di ortica. Si tratta di un preparato suggerito dall’agricoltura biodinamica. Il macerato d’ortica è un antiparassitario e un fertilizzante naturale.

Viene preparato con le varietà di ortica più comuni, Urtica urens e Urtica dioica. L’ortica può essere raccolta nei prati o nei boschi in ogni momento dell’anno, tenendo conto che l’estate è il periodo migliore. Per la preparazione del macerato di ortica si utilizza l’intera pianta, fresca o essiccata. Essiccare l’ortica consente di averla a disposizione per preparare il macerato lungo tutto il corso dell’anno.

Come utilizzare il macerato di ortica

Il macerato di ortica favorisce la crescita delle piante, stimola lo sviluppo delle radici e arricchisce il terreno. Può essere utilizzato puro contro gli afidi, spruzzandolo sulle parti colpite dai parassiti, durante le ore serali. Funziona bene per contrastare il ragnetto rosso. Potrete impiegarlo direttamente sul terreno, per prevenire le malattie delle piante e  gli attacchi da parte degli insetti. E’ utile al momento del trapianto. Immergete il pane di terra delle piantine nel macerato d’ortica per qualche secondo, prima di trasferirle nell’orto o in vaso. Irrorare il terreno con il macerato di ortica, sempre tramite uno spruzzino, favorisce la crescita delle piante e la maturazione degli ortaggi. E’ adatto anche per fertilizzare, curare e prevenire le malattie degli alberi da frutto. Come fertilizzante, può essere spruzzato nell’orto o nei vasi una volta alla settimana.

Come preparare il macerato di ortica

1 litro d’acqua
1 kg di ortiche fresche o 200 gr di ortiche essiccate

Per la preparazione del macerato di ortica potrete utilizzare dell’acqua piovana, in sostituzione dell’acqua di rubinetto. Versate le ortiche e l’acqua in un recipiente non metallico. E’ possibile avvolgere le ortiche in una garza traspirante, oppure in un telo o sacco di iuta, prima di immergerle nell’acqua. In questo modo sarò più facile filtrare il macerato quando sarà pronto. Durante la macerazione, il recipiente deve rimanere senza coperchio. Copritelo semplicemente con una retina per evitare l’introduzione di insetti o sporcizia e per permettere il passaggio dell’aria. Posizionate in un luogo tiepido, all’aperto, lontano dal sole diretto. Il macerato può sprigionare un odore piuttosto forte, perciò si consiglia di non riporlo in ambienti chiusi durante la preparazione.

Tempi di riposo

E’ importante tenere conto dei tempi di riposo del macerato. Il macerato è maturo dopo 15 giorni. Trascorso questo periodo, potrà essere utilizzato sul terreno per stimolare la crescita delle piante e come fertilizzante. In questo caso, dovrete diluire il macerato di ortica in 10 o 20 parti d’acqua. Ad esempio; 1 litro di macerato per 10 o 20 litri d’acqua. Se il problema delle vostre piante sono gli afidi o i ragnetti rossi, potrete prelevare una parte del macerato, da spruzzare puro sulle piante, già dopo 12 ore. Potrete anche versare piccole quantità del macerato diluito sul compost, per accelerarne la maturazione.

Conservare il macerato di ortica

Dopo aver filtrato il macerato con un colino molto fine, dovrete trasferirlo in un bidone o in una bottiglia. I contenitori devono essere mantenuti chiusi. Per agevolare la conservazione e per bloccare la fermentazione è necessario aggiungere al macerato un po’ di aceto, in una quantità pari al 2-4% rispetto alla quantita del liquido a disposizione. Potrete conservare il macerato di ortica fino a 1 anno e mezzo.

Marta Albè

Fonte foto: maderifoundation.org

Come coltivare le arachidi in vaso

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Avevate mai provato a coltivare le arachidi in vaso? Non tutti forse sanno che le arachidi appartengono alla famiglia delle leguminose e che la loro crescita, a differenza di altra frutta secca – come le mandorle o le nocciole – avviene sotto terra. Potrete coltivare le arachidi in vaso o in giardino. Le piante di arachidi non richiedono molte attenzioni e prediligono un’esposizione soleggiata.

Le arachidi vengono consumate soprattutto tostate. Le potrete utilizzare senza l’aggiunta di sale per arricchire il muesli della colazione e le insalate. Sono ricche di fibre, zinco, magnesio e vitamina E. Per ottenere del burro di arachidi fatto in casa, non dovrete fare altro che frullarle a lungo con il robot da cucina, fino ad ottenere un composto cremoso.

Posizionate il vostro vaso di arachidi nel punto più soleggiato del balcone, del terrazzo o del giardino. Le piante di arachidi possono resistere alle gelate autunnali e alle primavere piuttosto fresche. Ma se abitate in una zona in cui il clima non è particolarmente mite, il consiglio è di riporre il vostro vaso in un luogo riparato durante i mesi più freddi. In inverno e in autunno potrete iniziare la coltivazione delle arachidi in casa.

Semina

Per la semina potrete utilizzare delle arachidi con guscio acquistate in qualsiasi negozio di alimentari. Le arachidi sgusciate e/o tostate non sono adatte. Per seminare le vostre arachidi, scegliete del terriccio ricco di sostanze nutritive. Potrete aggiungere un po’ del vostro compost casalingo nei vasi. Il terriccio deve essere ben drenato e morbido, per permettere il corretto sviluppo della pianta. I semi di arachide si trovano all’interno del guscio. Potrete decidere di sgusciarli o di lasciarli intatti. Se li sgusciate, non rimuovete la pellicola rossiccia che riveste i semi, altrimenti non germineranno.

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fonte foto: blogspot.com

Tenete conto che per la germinazione dei semi di arachide sono necessari dai 3 ai 5 giorni. Seminate le arachidi a circa 5 cm di profondità. Potete decidere di seminare le arachidi nei semenzai per poi trasferire le piantine in vaso quando avranno raggiunto un’altezza di circa 10-15 cm.

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Coltivazione

Potrete iniziare la coltivazione delle arachidi in un luogo riparato, eventualmente anche in casa, durante l’autunno o l’inverno. In seguito trasferire i vasi all’aperto quando le temperature saranno miti, con l’arrivo della primavera. Innaffiate le piantine di arachidi una volta alla settimana. Potrete decidere di selezionare le piantine più resistenti e di trapiantarle in vasi più grandi, una per ogni vaso. Seguite la crescita delle piante di arachidi aggiungendo del terriccio nei vasi per coprire la base, come avviene per le patate, in modo da favorire lo sviluppo delle radici. Le arachidi non richiedono fertilizzanti e sono facili da coltivare. Scegliete vasi profondi almeno 30 cm e dal diametro di 40-50 cm. Le arachidi creano un rapporto di simbiosi con il terreno, arricchendolo di azoto. Per proteggerle dalle malattie fungine, potrete utilizzare di tanto in tanto del macerato di ortica o di equiseto.

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fonte foto: blogspot.com

Raccolto

Quando raccogliere le arachidi? Il momento del raccolto è indicato dall’ingiallimento delle foglie e dalla comparsa di striature dorate all’interno dei gusci delle arachidi. Di tanto in tanto potrete raccogliere un arachide dal suolo e sgusciarla per controllare. Innaffiate il terriccio poco prima del raccolto, in modo da facilitare l’operazione. I tempi di attesa per il raccolto variano dai 130 ai 140 giorni. Le arachidi della qualità “Valencia” hanno tempi di raccolto più brevi, pari a circa 10 giorni.

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fonte foto: blogspot.com

Dovrete sradicare le piante di arachidi con delicatezza, rimuovendo a poco a poco il terriccio dalla base. Scuotete la pianta per liberarvi del terriccio in eccesso e lasciatela asciugare in un luogo arieggiato fino a quando le foglie non si saranno ben seccate. Occorreranno circa 2 settimane.

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E’ consigliabile occuparsi della raccolta delle arachidi con un paio di settimane di anticipo rispetto all’arrivo della prima gelata autunnale.

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fonte foto: serioseats.com

Conservazione

A seconda della varietà prescelta, all’interno del guscio potrete trovare 2, oppure 3, semi di arachide. Come suggerito da Organic Gardening, le arachidi sgusciate si conservano fino ad un anno in un contenitore sottovuoto. Potrete anche conservare le arachidi nel loro guscio in un luogo fresco e asciutto fino a 3 mesi. Dopo aver sgusciato le arachidi del vostro raccolto, lasciatele asciugare all’aria per altre 2 settimane prima di riporle nel contenitore prescelto per la conservazione. Infine, si consiglia di tostare brevemente le arachidi in forno o in padella prima di assaggiarle.

Marta Albè

Fonte foto: seriouseats.com

Bt Toxin senza limiti nella soia OGM: nuova vittoria delle lobby a scapito della salute?

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Purtroppo i pesticidi vengono comunemente utilizzati nel settore agricolo per difendere le colture da insetti e altri animali che rischiano di rovinare il raccolto. Non solo sostanze chimiche, ma anche batteri tra cui il Bacillus Thuringiensis, di cui si conosce soprattutto il suo prodotto finale chiamato Bt Toxin, una tossina particolarmente velenosa e mortale per diversi insetti che attaccano le colture. Un recente provvedimento dell’Epa (Environmental Protection Agency) ha permesso alti livelli di questa tossina nella soia OGM sia quella coltivata per uso animale che quella per uso umano.

Ma capiamo meglio cos’è il Bt Toxin. Questa sostanza (una proteina) viene prodotta da un batterio che non si trova comunemente nel suolo ma che è molto utile ai fini agricoli dato che uccide diverse specie di insetti. Il Bt Toxin può essere utilizzato in due modi: spruzzato sulle colture o aggiunto al DNA di colture geneticamente modificate, in questo secondo caso non c’è più neppure bisogno di irrorazioni esterne di antiparassitari. Le piante OGM infatti diventano in grado di sintetizzarsi da sole la tossina velenosa per gli insetti e quindi sono in grado di autoproteggersi.

L’Epa sottolinea l’assoluta sicurezza di queste sostanze per l’uomo e per gli animali che consumano soia, ritenendo che le proteine prodotte dal batterio siano tossiche solo per i piccoli insetti. Ma c’è invece chi sostiene che il Bt Toxin utilizzato nelle colture OGM possa essere altamente pericoloso per gli esseri umani e portare alla comparsa di diverse malattie. Ad esempio uno studio pubblicato recentemente sul Journal of Hematology & Thromboembolic Diseases collegava la presenza di questa tossina negli alimenti OGM alla comparsa della leucemia. 

Greenpeace segnalava già anni fa tra l’altro un altro aspetto importante relativo all’utilizzo di Bt Toxin nell’agricoltura OGM, ovvero quello di essere una minaccia per l’ambiente e la biodiversità: “le piante Bt geneticamente modificate hanno effetti dannosi su insetti importanti per il controllo naturale dei parassiti”.

Monsanto e il mondo OGM esulta per i nuovi “non limiti” imposti sul Bt Toxin, anche perchè oltre ad essere una soluzione molto efficace per avere il massimo rendimento dalle colture è anche molto economica.

Non altrettanto contenta è l’opinione pubblica e i coltivatori etici americani che propongono una petizione per contrastare la messa in atto di questo provvedimento, a quanto si legge ormai definitivo ma contro il quale si accettano comunque obiezioni fino al 14 aprile. E’ possibile collegarsi al sito Regulations.gov facendo riferimento al numero identificativo (ID) EPA – HQ – OPP – 2013-0704 relativo a questo provvedimento e scrivere le proprie rimostranze.

Francesca Biagioli

Fonte: www.greenme.it

 

Moringa, l’albero dei miracoli

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Traduzione dall’ inglese dell’
articolo pubblicato il 23 maggio 2011

La Moringa ha tre caratteristiche miracolose: è ritenuta la pianta più nutriente al mondo, cresce benissimo in paesi colpiti da desertificazione e quindi anche da malnutrizione e, infine, cresce così velocemente che le foglie possono essere raccolte ogni due settimane.

Quest’albero necessita di costanti cure, ma d’altra parte garantisce introiti regolari. La resa della Moringa è più elevata rispetto a quella dell’agricoltura tradizionale, il che rende le piantagioni di Moringa un eccellente strumento per lo sviluppo sostenibile. Inoltre, le piantagioni di Moringa generano lavoro tutto l’anno, portando una maggiore stabilità economica agli agricoltori dipendenti abituati all’agricoltura stagionale.

È di fondamentale importanza dimostrare le possibilità economiche dell’albero di Moringa alle popolazioni locali, dato che non basta piantare un albero per garantirne la sopravvivenza. Piuttosto, bisognerebbe far vedere che l’albero può dare dei benefici economici alla popolazione, la quale in cambio deve assicurare all’albero le cure necessarie, oltre a provvedere a ulteriori piantagioni.

Quindi, gli “alberi a resa elevata” come il Baobab e la Moringa hanno un tasso di sopravvivenza molto superiore dato che non vengono tagliati, mangiati dalle capre o più semplicemente abbandonati. Questa è la ragione per cui il ruolo di un progetto di sviluppo non si deve limitare alla fase di piantagione, ma deve invece integrare tutto il ciclo. Ciò comporta non solo compiti legati al piantare gli alberi, ma anche alla piantagione, al marketing e alla contabilità. Il coinvolgimento nell’intero ciclo rende Tree-Nation efficiente e stabile nel lungo periodo.

Fonte: www.tree-nation.com/projects/project_updates/1580/moringa-l-albero-dei-miracoli

COLTIVARE LA MORINGA

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L’albero di Moringa cresce fino a circa 10 di altezza, con rami pendenti. Vive in climi subtropicali e tropicali, dando frutti e fiori continuamente. Tuttavia Moringa cresce meglio in ambiente asciutto, terreno sabbioso. Questo lo rende un ideale albero per crescere in condizioni semi-desertiche, in quanto fornisce sia cibo che ombra.

 

Semina

Prima di seminarli vanno tenuti in acqua per un giorno.

tollera una vasta gamma di condizioni del terreno, ma preferisce un neutro o leggermente acido (ph. 6,3-7,0),quindi trova un posto soleggiato su un terreno ben drenato, sabbioso o argilloso.

Piantare il seme a 1 cm di profondità

Annaffiare con poca  d’acqua, ma non troppo, i requisiti minimi di precipitazioni annuali sono stimati a 250 millimetri, con massimo a oltre 3.000 mm, ma in terreno saturo d’acqua le radici hanno la tendenza a marcire.

Entro 1-2 settimane cominceranno a germogliare

I semi maturi si conservano fino a 3 anni.

Le piantine vanno diradate quando raggiungono 30 cm di altezza e piantate all’esterno quando raggiungono i 60 cm.

La Moringa è un albero a crescita rapida che può raggiungere fino a 3 metri nel suo primo anno.

Moringa è una pianta ideale per crescere nel vostro giardino

 

Raccolto

Le foglie possono essere raccolte quando la pianta raggiunge 1.5-2.0 m, che di solito richiede almeno un anno. 

Foglie più vecchie dovranno essere spogliati dai loro gambi duri e ispidi. Queste foglie sono più adatte.

Una pianta di 3 anni produce 300-400 baccelli e una pianta matura ne produce 1000

Baccelli maturi contengono semi maturi che vengono utilizzati per piantare il prossimo raccolto o per l’estrazione di olio. Conservare i semi in sacchi ben ventilati in un luogo fresco, asciutto e ombreggiato. I semi rimangono vitali per l’impianto per due anni.

Moringa oleifera progetto di coltivazione in Sicilia

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LE VITAMINE NELLA MORINGA OLEIFERA,  l’albero della VITA
Moringa oleifera è una pianta che si coltiva facilmente in Sicilia , si sviluppa e cresce benissimo, contiene più di 92 sostanze nutritive e 46 tipi di antiossidanti. Moringa può curare circa 300 malattie e contiene  tutte le vitamine presenti in frutta e verdura, in proporzioni maggiori.

Con tutti i benefici per la salute di questa pianta miracolosa, può essere facilmente definita come la pianta più nutriente sulla Terra.

Non ci sono effetti collaterali è stata provata, testata, documentata con prove a sostegno della stessa. Può essere consumato da bambini e adulti.

Oggi, milioni di persone nel mondo hanno iniziato a utilizzare prodotti a base di Moringa nella zuppa, nella pasta, nel pane e per raccogliere i benefici per la salute di erbe perenni della straordinaria ‘Moringa’.
Alcuni dati sulla Moringa:
92 Nutrienti
46 Antiossidanti
36 Antinfiammatori
18 Aminoacidi, 9 aminoacidi essenziali
alimenta il sistema immunitario
favorisce la circolazione sana
Supporta i livelli di glucosio normali
naturale anti-invecchiamento
Fornisce supporto Anti-Inflammatorio
Aumenta l’energia senza caffeina
Le sue foglie contengono tutti gli aminoacidi essenziali per la costruzione di corpi forti e sani.
Esempi di un certo valore nutrizionale di Moringa:
contiene 2 volte di la proteina dello Yogurt
3 volte il potassio delle banane
4 volte Il calcio del latte
4 volte la vitamina A di Carote
7 volte la vitamina C delle arance
La componente della vitamina Moringa Foglie:
Moringa ha vitamina A , vitamina B1
vitamina B2 , Vitamina B3 , Vitamina B6,
vitamina B7 , vitamina C , vitamina D
Vitamina E e vitamina K.

Stiamo progettando un impianto di coltivazione biologica presso BLU CAMPUS

per maggiori informazioni contattaci.

Ambiente: Cia, giovani agricoltori sempre piu’ green con ‘smart farm’

http://www.asca.it/upload/news/20131108/277-0-35514_agricoltore-giovane-520(1).jpgAnche l’agricoltura si da’ da fare per ridurre sempre di piu’ il suo impatto ambientale. E lo fa costruendo il suo modello di ‘smart farm’: una fattoria ‘intelligente’, innovativa e dinamica, che si fonda sulla razionalizzazione dei consumi energetici, sul riciclo degli scarti agricoli e sulle coltivazioni ecosostenibili. E i protagonisti di questa rivoluzione ”verde” del settore sono i giovani, gli imprenditori ‘under 40’ delle campagne italiane.

Lo afferma la Cia-Confederazione italiana agricoltori, in occasione di ”Ecomondo”, la fiera dedicata alla green economy in programma fino al 9 novembre a Rimini. Le ‘smart farm’ non sono solo un’idea. Queste aziende ‘green’ -sottolinea la Cia – stanno diventando una realta’. E hanno un identikit ben preciso: se da un lato rimangono agricole nel senso piu’ tradizionale del termine, perche’ orientate al ‘food’, dall’altra si trasformano completamente in chiave multifunzionale.

Pannelli solari e mini impianti eolici sui tetti dei capannoni garantiscono l’autosufficienza energetica di fabbricati e strutture aziendali; i mezzi meccanici sono alimentati a biocarburanti; le biomasse agricole, come i residui della potatura di vigne e alberi da frutto, o degli scarti dei cereali, sono tutte valorizzate energeticamente. E ancora – continua la Cia – l’impiego di tecniche colturali a basso impatto ambientale (produzione integrata e biologico per esempio) diminuisce se non cancella l’uso di concimi e fitofarmaci, limitando i costi e l’impoverimento del suolo; mentre l’esigenza di risparmio idrico e’ affrontata con la sostituzione dell’impianto ‘a pioggia’ con quello ‘a goccia’.

Quella delle agroenergie – ribadisce la Cia – e’ una strada intrapresa da un numero sempre maggiore di imprese agricole, soprattutto giovani. Sono gli imprenditori ‘young’, infatti, a dimostrarsi i piu’ attenti a cogliere le opportunita’ della green economy. I servizi per l’ambiente e la produzione di energia rinnovabile sono una prerogativa aziendale per il 7,2% degli ”’under 40′ contro il 4% dei colleghi piu’ anziani. Il settore primario – conclude la Cia – e’ gia’ di per se’ l’unico comparto produttivo a vantare un bilancio ambientale positivo, in quanto la quota del 5,4% con cui l’agricoltura incide positivamente sulle emissioni di gas serra e’ bilanciata dall’assorbimento del 5,8% degli stessi gas attivato dal comparto forestale.