Archivio mensile:marzo 2014

Come preparare il macerato di ortica per l’orto

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Prendersi cura dell’orto in modo naturale significa conoscere i rimedi che possono permetterci di evitare il ricorso a pesticidi e fertilizzanti chimici. Tra di essi troviamo il macerato di ortica. Si tratta di un preparato suggerito dall’agricoltura biodinamica. Il macerato d’ortica è un antiparassitario e un fertilizzante naturale.

Viene preparato con le varietà di ortica più comuni, Urtica urens e Urtica dioica. L’ortica può essere raccolta nei prati o nei boschi in ogni momento dell’anno, tenendo conto che l’estate è il periodo migliore. Per la preparazione del macerato di ortica si utilizza l’intera pianta, fresca o essiccata. Essiccare l’ortica consente di averla a disposizione per preparare il macerato lungo tutto il corso dell’anno.

Come utilizzare il macerato di ortica

Il macerato di ortica favorisce la crescita delle piante, stimola lo sviluppo delle radici e arricchisce il terreno. Può essere utilizzato puro contro gli afidi, spruzzandolo sulle parti colpite dai parassiti, durante le ore serali. Funziona bene per contrastare il ragnetto rosso. Potrete impiegarlo direttamente sul terreno, per prevenire le malattie delle piante e  gli attacchi da parte degli insetti. E’ utile al momento del trapianto. Immergete il pane di terra delle piantine nel macerato d’ortica per qualche secondo, prima di trasferirle nell’orto o in vaso. Irrorare il terreno con il macerato di ortica, sempre tramite uno spruzzino, favorisce la crescita delle piante e la maturazione degli ortaggi. E’ adatto anche per fertilizzare, curare e prevenire le malattie degli alberi da frutto. Come fertilizzante, può essere spruzzato nell’orto o nei vasi una volta alla settimana.

Come preparare il macerato di ortica

1 litro d’acqua
1 kg di ortiche fresche o 200 gr di ortiche essiccate

Per la preparazione del macerato di ortica potrete utilizzare dell’acqua piovana, in sostituzione dell’acqua di rubinetto. Versate le ortiche e l’acqua in un recipiente non metallico. E’ possibile avvolgere le ortiche in una garza traspirante, oppure in un telo o sacco di iuta, prima di immergerle nell’acqua. In questo modo sarò più facile filtrare il macerato quando sarà pronto. Durante la macerazione, il recipiente deve rimanere senza coperchio. Copritelo semplicemente con una retina per evitare l’introduzione di insetti o sporcizia e per permettere il passaggio dell’aria. Posizionate in un luogo tiepido, all’aperto, lontano dal sole diretto. Il macerato può sprigionare un odore piuttosto forte, perciò si consiglia di non riporlo in ambienti chiusi durante la preparazione.

Tempi di riposo

E’ importante tenere conto dei tempi di riposo del macerato. Il macerato è maturo dopo 15 giorni. Trascorso questo periodo, potrà essere utilizzato sul terreno per stimolare la crescita delle piante e come fertilizzante. In questo caso, dovrete diluire il macerato di ortica in 10 o 20 parti d’acqua. Ad esempio; 1 litro di macerato per 10 o 20 litri d’acqua. Se il problema delle vostre piante sono gli afidi o i ragnetti rossi, potrete prelevare una parte del macerato, da spruzzare puro sulle piante, già dopo 12 ore. Potrete anche versare piccole quantità del macerato diluito sul compost, per accelerarne la maturazione.

Conservare il macerato di ortica

Dopo aver filtrato il macerato con un colino molto fine, dovrete trasferirlo in un bidone o in una bottiglia. I contenitori devono essere mantenuti chiusi. Per agevolare la conservazione e per bloccare la fermentazione è necessario aggiungere al macerato un po’ di aceto, in una quantità pari al 2-4% rispetto alla quantita del liquido a disposizione. Potrete conservare il macerato di ortica fino a 1 anno e mezzo.

Marta Albè

Fonte foto: maderifoundation.org

Come coltivare le arachidi in vaso

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Avevate mai provato a coltivare le arachidi in vaso? Non tutti forse sanno che le arachidi appartengono alla famiglia delle leguminose e che la loro crescita, a differenza di altra frutta secca – come le mandorle o le nocciole – avviene sotto terra. Potrete coltivare le arachidi in vaso o in giardino. Le piante di arachidi non richiedono molte attenzioni e prediligono un’esposizione soleggiata.

Le arachidi vengono consumate soprattutto tostate. Le potrete utilizzare senza l’aggiunta di sale per arricchire il muesli della colazione e le insalate. Sono ricche di fibre, zinco, magnesio e vitamina E. Per ottenere del burro di arachidi fatto in casa, non dovrete fare altro che frullarle a lungo con il robot da cucina, fino ad ottenere un composto cremoso.

Posizionate il vostro vaso di arachidi nel punto più soleggiato del balcone, del terrazzo o del giardino. Le piante di arachidi possono resistere alle gelate autunnali e alle primavere piuttosto fresche. Ma se abitate in una zona in cui il clima non è particolarmente mite, il consiglio è di riporre il vostro vaso in un luogo riparato durante i mesi più freddi. In inverno e in autunno potrete iniziare la coltivazione delle arachidi in casa.

Semina

Per la semina potrete utilizzare delle arachidi con guscio acquistate in qualsiasi negozio di alimentari. Le arachidi sgusciate e/o tostate non sono adatte. Per seminare le vostre arachidi, scegliete del terriccio ricco di sostanze nutritive. Potrete aggiungere un po’ del vostro compost casalingo nei vasi. Il terriccio deve essere ben drenato e morbido, per permettere il corretto sviluppo della pianta. I semi di arachide si trovano all’interno del guscio. Potrete decidere di sgusciarli o di lasciarli intatti. Se li sgusciate, non rimuovete la pellicola rossiccia che riveste i semi, altrimenti non germineranno.

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fonte foto: blogspot.com

Tenete conto che per la germinazione dei semi di arachide sono necessari dai 3 ai 5 giorni. Seminate le arachidi a circa 5 cm di profondità. Potete decidere di seminare le arachidi nei semenzai per poi trasferire le piantine in vaso quando avranno raggiunto un’altezza di circa 10-15 cm.

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Coltivazione

Potrete iniziare la coltivazione delle arachidi in un luogo riparato, eventualmente anche in casa, durante l’autunno o l’inverno. In seguito trasferire i vasi all’aperto quando le temperature saranno miti, con l’arrivo della primavera. Innaffiate le piantine di arachidi una volta alla settimana. Potrete decidere di selezionare le piantine più resistenti e di trapiantarle in vasi più grandi, una per ogni vaso. Seguite la crescita delle piante di arachidi aggiungendo del terriccio nei vasi per coprire la base, come avviene per le patate, in modo da favorire lo sviluppo delle radici. Le arachidi non richiedono fertilizzanti e sono facili da coltivare. Scegliete vasi profondi almeno 30 cm e dal diametro di 40-50 cm. Le arachidi creano un rapporto di simbiosi con il terreno, arricchendolo di azoto. Per proteggerle dalle malattie fungine, potrete utilizzare di tanto in tanto del macerato di ortica o di equiseto.

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fonte foto: blogspot.com

Raccolto

Quando raccogliere le arachidi? Il momento del raccolto è indicato dall’ingiallimento delle foglie e dalla comparsa di striature dorate all’interno dei gusci delle arachidi. Di tanto in tanto potrete raccogliere un arachide dal suolo e sgusciarla per controllare. Innaffiate il terriccio poco prima del raccolto, in modo da facilitare l’operazione. I tempi di attesa per il raccolto variano dai 130 ai 140 giorni. Le arachidi della qualità “Valencia” hanno tempi di raccolto più brevi, pari a circa 10 giorni.

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fonte foto: blogspot.com

Dovrete sradicare le piante di arachidi con delicatezza, rimuovendo a poco a poco il terriccio dalla base. Scuotete la pianta per liberarvi del terriccio in eccesso e lasciatela asciugare in un luogo arieggiato fino a quando le foglie non si saranno ben seccate. Occorreranno circa 2 settimane.

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E’ consigliabile occuparsi della raccolta delle arachidi con un paio di settimane di anticipo rispetto all’arrivo della prima gelata autunnale.

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fonte foto: serioseats.com

Conservazione

A seconda della varietà prescelta, all’interno del guscio potrete trovare 2, oppure 3, semi di arachide. Come suggerito da Organic Gardening, le arachidi sgusciate si conservano fino ad un anno in un contenitore sottovuoto. Potrete anche conservare le arachidi nel loro guscio in un luogo fresco e asciutto fino a 3 mesi. Dopo aver sgusciato le arachidi del vostro raccolto, lasciatele asciugare all’aria per altre 2 settimane prima di riporle nel contenitore prescelto per la conservazione. Infine, si consiglia di tostare brevemente le arachidi in forno o in padella prima di assaggiarle.

Marta Albè

Fonte foto: seriouseats.com

Cob House: la casa in terra cruda da costruire in un solo giorno

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La case in terra cruda sono una tipologia di alloggio diffusa in diverse zone del mondo. La terra cruda è costituita da un insieme di argilla, sabbia, paglia e acqua. I materiali di partenza vengono assemblati per realizzare un composto molto resistente, funzionale ed ecosostenibile. In Italia la costruzione di case in terra cruda era diffusa soprattutto in Abruzzo e Marche negli anni Settanta.

Con questa tecnica si dava vita a case in terra cruda, dette anche massoni di campagna. Alla realizzazione contribuivano intere famiglie e tutti gli abitanti di un villaggio. L’idea di costruire case in terra cruda si sta rivelando nuovamente utile, accanto alla riscoperta di un maggior desiderio di rispetto per l’ambiente.

E’ così che negli Stati Uniti Coenraad Rogmans, insieme ad un gruppo di aiutanti, ha deciso di accogliere la sfida di costruire una casa in terra cruda in un solo giorno, o comunque nel minor tempo possibile. Il tutto ha richiesto in realtà circa una settimana, ma l’operazione di realizzazione della casa in terra cruda si è comunque svolta in tempi piuttosto brevi rispetto a quanto necessario per una comune abitazione.

Eppure il risultato di costruirla in un solo giorno avrebbe potuto forse essere raggiunto, a parere di Rogmans, con il supporto di un maggior numero di persone. Il tutto sarebbe stato accompagnato da un’atmosfera allegra e da una grande festa finale, con tanto di costumi tradizionali. La costruzione collettiva delle case in terra cruda richiama ciò che in passato avveniva per i granai nelle campagne.

Per costruire una casa in terra cruda occorrono pazienza e una grande collaborazione, senza contare la fatica, che però sarebbe ripagata dalla possibilità di ammirare la bellezza di quanto realizzato. L’iniziativa ha comunque attirato l’attenzione degli abitanti in breve tempo. Nel giro di pochi giorni gli interessati hanno dato la propria disponibilità ed offerto un contributo economico per partecipare ad un vero e proprio workshop esperienziale.

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Il successo ha dato il via alla nascita di una serie di laboratori per la costruzione di case in terra cruda, nella località di Reno, nel Nevada. L’appuntamento successivo si svolgerà probabilmente il prossimo maggio. Capire come costruire una casa in terra cruda nel corso di un weekend di 3 giorni permetterà ai partecipanti di poter assistere al processo dall’inizio alla fine sotto la supervisione di esperti. Il progetto mira a diffondere una nuova consapevolezza riguardo alla possibilità di costruire abitazioni di campagna seguendo tecniche del passato, che è sicuramente bene riscoprire.

Marta Albè

Fonte foto: flickr.com

Fonte: www.greenme.it