“Design Thinking”: per soluzioni oltre la sostenibilità

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La sostenibilità deve entrare in tutti gli aspetti della progettazione per realizzare edifici che siano meno costosi e che abbiano un impatto positivo sull’ambiente: questo il nuovo trend. Un intento lodevole ma, in fondo, una banalità. Il fatto che siano meno costosi nel loro utilizzo ha qualche merito, solo se lo si mette in relazione al ridotto consumo energetico. Ma che abbia un impatto positivo sull’ambiente…Pensateci. Si tratta davvero di un netto impatto positivo o solo di un impatto “non così negativo”? Questa espressione viene di solito utilizzata in maniera sprezzante all’interno della letteratura di marketing a proposito di molti prodotti così detti sostenibili.

Ma la vera sfida è questa: andare oltre la sostenibilità. La definizione più citata di sviluppo sostenibile è quella della Brundtland Commission del 1983 ed è la seguente: “soddisfare i bisogni del presente senza compromettere la capacità delle generazioni future di soddisfare i propri bisogni”. In quel momento lo stato della popolazione, gli ecosistemi e i sistemi sociali erano tali che si sarebbe potuto immaginare di mantenere un possibile equilibrio “sostenibile”. Eppure quasi 30 anni sono passati e il concetto di status quo è stato superato da tempo dalla necessità di arrestare qualsiasi ulteriore stress all’equilibrio terrestre o di raggiungere un “net-zero.” Infatti si può sostenere che, per la sopravvivenza del pianeta, per soddisfare le esigenze del futuro, gli sviluppi devono ora restituire più di quanto consumano o che abbiano un netto impatto positivo sull’ambiente.

Come si può realizzare questo? Restituendo più energia di quella consumata, pulendo l’aria o l’acqua, consumando rifiuti e restituendo compost, piantando alberi, supportando l’habitat che ci circonda. Si potrebbe contribuire direttamente attraverso i tetti verdi, zone umide con piantagioni o la produzione di energia rinnovabile in eccesso rispetto alla domanda. E il business potrebbe donare una percentuale del proprio profitto. I contributi netti potrebbero essere calcolati attraverso un’analisi del ciclo di vita. Tutto questo è molto diverso dal greenwashing di Walmart, dove i veri benefici netti si trovano solo nelle casse aziendali.

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E’ importante, a questo proposito, un radicale cambiamento di punto di vista. Come possiamo liberarci da queste manette mentali? Forse riformulando il problema non avendo vincoli superiori, con una sufficiente ambiguità che accolga tutte le forme di brainstorming, anche quelle più stravaganti, e adotti il presupposto che tutte le idee possono essere realizzate. Se da un lato questo può sembrare costoso e scandaloso, si narra che l’approccio di “design thinking” possa spezzare la complessità e i limiti dei costi, per ottenere una soluzione che è allo stesso tempo più elegante e meno costosa delle correzioni tradizionali a buon mercato. Il processo si stacca dai problemi periferici fino ad arrivarealla vera essenza del problema, che spesso può essere affrontata in maniera molto semplice. Soluzioni che sembrano ovvie e sono assolutamente nel target.

Questo era il pensiero di Thomas Edison, di Steve Jobs, dei costruttori pionieri di “NetZero”. É tempo di superare il concetto di sostenibilità e di ridurre la nostra impronta e limitando i consumi. Forse è l’occasione per abbracciare “Gaia,” la terra in equilibrio, e cercare modi creativi per contribuire positivamente a tali risorse. E’ il momento di superare la prospettiva della costruzione come un modo per ridurre gli sprechi ma di adottare un processo che ci permetta di realizzare l’alta qualità e il valore nel nostro lavoro per creare edifici che serviranno anche alle generazioni future. Si tratta di edifici che non solo forniscono il minimo vitale di sicurezza ma che vanno anche oltre i requisiti minimi per CasaClima o LEED. Possiamo offrire alle generazioni future un ambiente di progettazione integrato per il giardinaggio in permacultura, strutture di supporto per pedoni e ciclisti o alloggi di alta qualità a prezzi accessibili, per garantire la sicurezza alle generazioni future. Tutto è possibile se le nostre intenzioni sono autentiche.

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