Energy manager : 5 cose da sapere

L’ energy manager è una figura professionale introdotta in Italia con la legge n.10/1991 che si occupa di gestire l’energia, e razionalizzarne al meglio la gestione, nelle grandi aziende. Si tratta di un responsabile, nominato dalle grandi aziende più o meno energivore, per la conservazione e l’uso razionale dell’energia. Il 30 aprile di ogni anno queste aziende sono tenute a comunicare al Ministero dell’Industria e dell’Artigianato il nominativo del tecnico nominato come responsabile energetico.

 

Per chi opera l’energy manager?

L’energy manager opera presso soggetti ed enti pubblici e privati caratterizzati da livelli di consumo energetico importanti. Le soglie di consumo energetico delle aziende sono misurate in “tonnellate equivalenti di petrolio”: Tep. L’energy manager opera all’interno di aziende del settore industriale con consumi energetici corrispondenti a più di 10mila Tep, ma non solo. Il professionista opera anche in aziende di altri settori con almeno 1.000 Tep di consumo di energia l’anno. Per la precisione i consumi energetici considerati fanno riferimento all’anno precedente.

Ma a quanto corrispondono 1.000 e 10.000 Tep, tonnellate equivalenti di petrolio?

energy manager 5 cose da sapere

Per avere un’idea delle soglie di consumo previste:

  • 1 Tep (1 tonnellata equivalente di petrolio) corrisponde a circa 4.347,83 Kwh l’anno;
  • 1.000 Tep corrispondono a circa 4.347.000 Kwh/anno (circa 4.300 Mwh/anno)
  • 10.000 tep corrispondono a circa 43mila Mwh/anno di consumi rilevati nell’anno precedente.

Si parla decisamente di grandi aziende energivore.

 

 

Gli energy manager operanti in Italia sono circa 2.650 , di cui oltre 500 sono responsabili locali di aziende operanti in diverse sedi in Italia con consumi energetici che superano le soglie indicate.

 

Chi è l’energy manager?

Innanzitutto non è un professionista iscritto ad un albo. Ancora non esiste un albo ufficiale degli energy manager, ma solo un elenco curato e gestito dal FIRE (Federazione Italiana per l’Uso Razionale dell’Energia). La federazione opera su incarico del Ministero dello Sviluppo Economico e delle Attività Produttive. Per diventare energy manager e per essere inseriti in elenco occorre essere nominati da un soggetto, non per forza sottoposto all’obbligo di nomina, secondo quanto indicato sul sito della FIRE.

Le funzioni che deve svolgere l’energy manager per conto delle aziende dalle quali è nominato sono sintetizzate nella individuazione degli interventi  e delle procedure necessarie a realizzare la massima e migliore efficienze energetica dell’azienda. Si tratta di garantire e gestire misure volte a promuovere l’uso razionale ed efficiente dell’energia e di predisporre i bilanci energetici aziendali.

Il bilancio energetico è uno strumento di analisi che permette all’azienda di identificare il proprio “profilo di consumo”. Con questo l’azienda potrà intervenire sui propri consumi di energia con interventi in grado di garantire sensibili risparmi energetici e benefici economici.
L’analisi derivante dal bilancio energetico serve all’azienda ad individuare le migliori opzioni di risparmio ed efficientamento energetico. Oltre al risparmio energetico (ed economico) le misure sono volte all’implementazione di fonti energetiche rinnovabili o al recupero dell’energia termica residuale degli stessi processi produttivi.

 

Le 5 cose da sapere sull’ Energy Manager

  1. Entro il 30 aprile di ogni anno le imprese del settore industriale con più di 10mila Tep di consumi (nell’anno precedente) e le imprese degli altri settori con più di 1.000 Tep devono comunicare al ministero dell’industria e sviluppo economico l’ Energy Manager nominato per razionalizzare l’uso dell’energia;
  2. la mancanza di questa comunicazione annuale esclude le imprese dagli incentivi riservati dalla legge n.10/1991 alle grandi imprese energivore;
  3. gli Energy Manager individuano le azioni, gli interventi e le procedure per attuare l’uso razionale dell’energia, fanno i bilanci energetici e predispongono i dati energetici per far ottenere gli incentivi alle imprese energivore (L.10/91);
  4. l’energy manager si serve delle apposite schede informative di diagnosi energetica predisposte dall’Enea e differenziate in base al tipo di azienda;
  5. spetta all’Enea il compito di promuovere direttamente ed indirettamente la figura dell’energy manager e la sua formazione. La Fire, invece, raccoglie e gestisce gli elenchi degli energy manager.

Fonte: www.fotovoltaiconorditalia.it

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