Archivio mensile:settembre 2013

Come preparare il macerato di ortica per l’orto

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Prendersi cura dell’orto in modo naturale significa conoscere i rimedi che possono permetterci di evitare il ricorso a pesticidi e fertilizzanti chimici. Tra di essi troviamo il macerato di ortica. Si tratta di un preparato suggerito dall’agricoltura biodinamica. Il macerato d’ortica è un antiparassitario e un fertilizzante naturale.

 

Viene preparato con le varietà di ortica più comuni, Urtica urens e Urtica dioica. L’ortica può essere raccolta nei prati o nei boschi in ogni momento dell’anno, tenendo conto che l’estate è il periodo migliore. Per la preparazione del macerato di ortica si utilizza l’intera pianta, fresca o essiccata. Essiccare l’ortica consente di averla a disposizione per preparare il macerato lungo tutto il corso dell’anno.

Come utilizzare il macerato di ortica

Il macerato di ortica favorisce la crescita delle piante, stimola lo sviluppo delle radici e arricchisce il terreno. Può essere utilizzato puro contro gli afidi, spruzzandolo sulle parti colpite dai parassiti, durante le ore serali. Funziona bene per contrastare il ragnetto rosso. Potrete impiegarlo direttamente sul terreno, per prevenire le malattie delle piante e  gli attacchi da parte degli insetti. E’ utile al momento del trapianto. Immergete il pane di terra delle piantine nel macerato d’ortica per qualche secondo, prima di trasferirle nell’orto o in vaso. Irrorare il terreno con il macerato di ortica, sempre tramite uno spruzzino, favorisce la crescita delle piante e la maturazione degli ortaggi. E’ adatto anche per fertilizzare, curare e prevenire le malattie degli alberi da frutto. Come fertilizzante, può essere spruzzato nell’orto o nei vasi una volta alla settimana.

Come preparare il macerato di ortica

1 litro d’acqua
1 kg di ortiche fresche o 200 gr di ortiche essiccate

Per la preparazione del macerato di ortica potrete utilizzare dell’acqua piovana, in sostituzione dell’acqua di rubinetto. Versate le ortiche e l’acqua in un recipiente non metallico. E’ possibile avvolgere le ortiche in una garza traspirante, oppure in un telo o sacco di iuta, prima di immergerle nell’acqua. In questo modo sarò più facile filtrare il macerato quando sarà pronto. Durante la macerazione, il recipiente deve rimanere senza coperchio. Copritelo semplicemente con una retina per evitare l’introduzione di insetti o sporcizia e per permettere il passaggio dell’aria. Posizionate in un luogo tiepido, all’aperto, lontano dal sole diretto. Il macerato può sprigionare un odore piuttosto forte, perciò si consiglia di non riporlo in ambienti chiusi durante la preparazione.

Tempi di riposo

E’ importante tenere conto dei tempi di riposo del macerato. Il macerato è maturo dopo 15 giorni. Trascorso questo periodo, potrà essere utilizzato sul terreno per stimolare la crescita delle piante e come fertilizzante. In questo caso, dovrete diluire il macerato di ortica in 10 o 20 parti d’acqua. Ad esempio; 1 litro di macerato per 10 o 20 litri d’acqua. Se il problema delle vostre piante sono gli afidi o i ragnetti rossi, potrete prelevare una parte del macerato, da spruzzare puro sulle piante, già dopo 12 ore. Potrete anche versare piccole quantità del macerato diluito sul compost, per accelerarne la maturazione.

Conservare il macerato di ortica

Dopo aver filtrato il macerato con un colino molto fine, dovrete trasferirlo in un bidone o in una bottiglia. I contenitori devono essere mantenuti chiusi. Per agevolare la conservazione e per bloccare la fermentazione è necessario aggiungere al macerato un po’ di aceto, in una quantità pari al 2-4% rispetto alla quantita del liquido a disposizione. Potrete conservare il macerato di ortica fino a 1 anno e mezzo.

Marta Albè

Fonte foto: maderifoundation.org

Scrivo di ambiente e stili di vita sostenibili. Coltivo un orto naturale sul balcone e collaboro alla cura di un orto domestico. Utilizzo il web, i social network, le conversazioni e le azioni quotidiane per diffondere le buone pratiche ecologiche in cui credo. Il mio profilo su g+ è 

Energy X, la casa prefabbricata attenta all’ambiente firmata Hartl Haus

Energy X, la casa prefabbricata
attenta all’ambiente firmata Hartl Haus

Energy X, la casa prefabbricata attenta all’ambiente firmata Hartl Haus 

Nuova sfida per gli architetti e i progettisti Hartl Haus, specialista delle case prefabbricate e pioniere nella costruzione di abitazioni eco-sostenibili.

Con Energy X, la casa prefabbricata è a basso consumo energetico, ma è anche caratterizzata da design innovativo e massima attenzione nei confronti dell’ambiente e del comfort abitativo.
La filosofia costruttiva di Hartl Haus strizza l’occhio al futuro della progettazione, basandosi su tre principi: l’utilizzo di materiali naturali e rinnovabili, lo studio di un’architettura ad hoc per sfruttare al meglio le risorse naturali e l’implementazione di soluzioni tecnologiche innovative per il risparmio energetico.

Energy X è un’abitazione di grande impatto visivo: minimalista e ultramoderna, la casa prefabbricata firmata Hartl Haus si contraddistingue per l’estrema attenzione dei dettagli, sia indoor che outdoor.
I 164,16 m2 di spazio abitabile sono suddivisi su due piani, caratterizzati da massima luminosità.

Il piano terra è occupato per metà dalla zona living, con ampio soggiorno e cucina.
Il corridoio, con una particolare porta in vetro che assicura la grande luminosità, separa la zona giorno da un’altra stanza, che può essere utilizzata come studio ma anche come camera per gli ospiti, in quanto dotata di bagno supplementare.
Al piano superiore si trova la zona notte con una camera matrimoniale, due camere da letto per i bambini e un comodo bagno.
Come tutte le case prefabbricate Hartl Haus, il modello Energy X è interamente personalizzabile in base alle specifiche esigenze e ai gusti estetici personali.

Fonte: originale

Sicilia – definite le tipologie degli interventi di bioedilizia per gli ampliamenti volumetrici

E’stato pubblicato sul BUR n. 33 del 23/7/2010 il Decreto sul Piano Casa e le opere in bioedilizia dal titolo “Definizione delle caratteristiche tecniche costruttive per gli interventi di bioedilizia di cui all’art. 3 LR 6/2010“. Nel decreto «sono definite le caratteristiche tecniche costruttive per gli interventi di bioedilizia da utilizzare nei casi di demolizione e ricostruzione degli edifici ai fini dell’ampliamento volumetrico fino al 25% previsto dallo stesso articolo 3».

Gli interventi di bioedilizia sono stati suddivisi in cinque tipologie: energia, acqua, rifiuti, materiali, salute e comfort.

Il Decreto prevede, per quanto attiene l’area “energia”, l’adozione delle seguenti tecniche di bioedilizia:

  • utilizzo di caldaie ad alto rendimento a miscelazione o a condensazione o di caldaie a biomassa;
  • adozione di sistemi di cogenerazione, trigenerazione o teleriscaldamento;
  • utilizzo di radiatori a bassa temperatura a parete, pavimento o soffitto;
  • utilizzo di sistemi di ventilazione controllata con recupero di calore;
  • utilizzo di tecnologie geotermiche a pompa di calore;
  • comportamento passivo dell’edificio per la climatizzazione estiva attraverso la riduzione del carico termico dei materiali utilizzati per le superfici esterne (uso di materiali di copertura ad alta riflessione, coperture a verde per il rinfrescamento da evapotraspirazione, pareti e/o tetti ventilati, strutture semiipogee, ecc) o riduzione del carico termico estivo mediante l’uso di materiali ad elevato albedo nonche? utilizzo di sistemi naturali e/o artificiali per il controllo della radiazione solare (ombreggiamento naturale e/o artificiale, uso di vetri a controllo solare etc.);
  • comportamento passivo dell’edificio per la climatizzazione invernale con l’utilizzo di sistemi solari passivi a guadagno diretto (aperture vetrate orientate prevalentemente a sud, elementi costruttivi ad alta inerzia termica, ecc.) ed indiretto (pareti ad accumulo convettivo, pareti-camino solare, ecc.);
  • impianti radianti integrati con sistemi di deumidificazione controllata, ed utilizzo delle tecnologie di solar cooling;
  • riduzione dei consumi elettrici attraverso l’utilizzo di fonti rinnovabili (fotovoltaico, minieolico, ecc.);
  • sistemi che consentono il miglioramento del comportamento passivo dell’edificio per la climatizzazione estiva mediante utilizzo di stratigrafie d’involucro ad elevato sfasamento dell’onda termica; per la determinazione qualitativa dell’involucro edilizio volta a contenere il fabbisogno per la climatizzazione estiva i valori dello sfasamento (S) e del coefficiente di attenuazione (fa), come definiti dalla norma tecnica UNI EN ISO 13786,dovranno assumere i seguenti valori: s ? 12 ore, fa < 0,30.

Il Decreto prevede infine che «L’utilizzo delle tecniche costruttive della bioedilizia previste in fase progettuale e? verificato dal direttore dei lavori e deve essere attestato nello stato finale dei lavori da trasmettere al comune territorialmente competente. Al controllo e alle verifiche conseguenti all’applicazione del presente decreto provvedono i comuni in cui ricadono gli interventi edilizi di cui all’articolo 3 della legge regionale 23 marzo 2010, n. 6».

Fonte: riqualificazioneenergetica.info/

Case antisismiche, legno soluzione vincente

Case antisismiche

Costruzione di case antisismiche in legno ed in bioedilizia. Case resistenti al terremotoLa costruzione di una casa a prova di terremoto è regolata da una serie di leggi e norme oltre che dal buonsenso del committente e dall’onestà del costruttore. I provvedimenti più recenti in ordine di tempo sono l’Ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri n° 3274 del 20 marzo 2003 e il DM del 14 gennaio 2008, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 5 marzo 2008. In particolare, il DM in questione definisce i principi per progettare, realizzare e collaudare edifici antisismici.

Valutazione sismica

La fase preliminare per la costruzione di una casa antisimica è la valutazione del rischio sismico e di come reagisce il territorio in base alle sollecitazioni. Il rischio sismico si valuta con una scala che va da 1 a 4 (con 1 valore di rischio più alto).
La progettazione di una casa antisismica, secondo le norme ed il buonsenso, è obbligatoria nelle zone a rischio 1, 2 e 3.

Caratteristiche delle case antisismiche

Una casa antisismica, per essere tale, deve possedere alcune capacità in caso di movimenti tellurici, ovvero: evitare crolli, perdite di equilibrio, evitare dissesti gravi, parziali o totali.
La costruzione di case antisismiche viene effettuata con dei criteri particolari e vengono utilizzati materiali idonei allo scopo. Esistono dei blocchi di cemento armato precompresso con una struttura in ferro o carbonio intrecciato che viene preventivamente sottoposto a sforzi di pressurazione, tensione e trazione. Il costo di questi materiali è però elevato e la sua produzione ha un alto impatto ambientale. Non rispetta quindi i criteri di bioedilizia. Un materiale previsto dalla normativa e con un costo decisamente inferiore è il legno, generalmente lamellare, assemblato con adesivi e giunti per la costruzione di una struttura antisismica a norma.

Criteri costruttivi di case antisismiche

La costruzione di una casa antisismica avviene seguendo dei criteri dettati dalla normativa che prevedono la dimensione minima e massima (definita dai tecnici come snellezza) dei pilastri. La snellezza dei pilastri deve essere compresa tra i 15 ed i 50 centimetri.
La simmetria degli ambienti è un fattore da tenere in considerazione durante la progettazione di case antisismiche al fine di distribuire equamente i carichi su travi e pilastri.
In base alla zona ed al rischio sismico intrinseco alla stessa è necessario progettare edifici con un numero massimo di piani (massimo due piani in zona 1).

Verifiche finali

Una casa antisismica, per essere tale, deve poter resistere a torsioni, flessioni, deformazioni, vibrazioni. Queste verifiche, nel caso di case prefabbricate antisismiche in legno vengono effettuate sia in senso parallelo alle fibre del legno sia ortogonalmente alle stesse. Queste verifiche vanno effettuate non solo alla fine, bensì anche in corso d’opera.

 

Scala Richter: La potenza dei terremoti

La scala Richter misura l’intensità di un terremoto sulla base dei sismografi e non sull’entità dei danni prodotti (come la Mercalli). Vediamone la classificazione:

Magnitudo inferiore a 2: Microterremoto, non avvertito. Ne avvengono circa ottomila al giorno e l’energia sprigionata equivalente è inferiore a una tonnellata di TNT.

Magnitudo 2.0-2.9: Molto leggero. Generalmente non avvertito ma registrato dai sismografi. Ne avvengono circa 1000 al giorno e l’energia sprigionata equivalente è tra 1 e 31,6 tonnellate di TNT.

Magnitudo 3.0-3.9: Molto leggero. Spesso viene avvertito, ma generalmente non causa danni. Ne avvengono circa 49000 all’anno e l’energia sprigionata equivalente è tra 31,6 e 1000 tonnellate di TNT.

Magnitudo 4.0-4.9: Leggero. Oscillazioni evidenti per gli oggetti interni; i danni strutturali agli edifici sono rari. Ne avvengono circa 6200 all’anno e l’energia sprigionata equivalente è tra 1000 e 31.600 tonnellate di TNT.

Magnitudo 5.0-5.9: Moderato. Può causare gravi danni strutturali agli edifici costruiti male in zone circoscritte. Danni minori agli edifici costruiti con moderni criteri antisismici. Ne avvengono circa 800 all’anno e l’energia sprigionata equivalente è tra tra 31.600 e 1 milione di tonnellate di TNT.

Magnitudo 6.0-6.9: Forte. Può avere un raggio di azione di 160 chilometri dove può essere distruttivo se la zona è densamente popolata. Ne avvengono circa 120 all’anno e l’energia sprigionata equivalente è tra tra 1 e 31,6 milioni di tonnellate di TNT.

Magnitudo 7.0-7.9: Molto forte. Può causare gravi danni su zone estese. Ne avvengono circa 18 all’anno e l’energia sprigionata equivalente è tra 31,6 milioni e 1 miliardo di tonnellate di TNT.

Magnitudo 8.0-8.9: Fortissimo. Può causare fortissimi danni in un raggio di azione di parecchie centinaia di chilometri. Ne avviene circa uno all’anno e l’energia sprigionata equivalente è tra 1 e 31,6 miliardi di tonnellatedi TNT.

Magnitudo 9.0-9.9: Fortissimo. Può causare devastazioni in un raggio di azione di parecchie migliaia di chilometri. Ne avviene uno ogni 20 anni circa e l’energia sprigionata equivalente è tra tra 31,6 e 1000 miliardi di tonnellate di TNT.

Magnitudo 10+: Enorme. Devastazione totale; il raggio di azione può essere molto esteso. Estremamente raro (mai registrato) e l’energia sprigionata equivalente è superiore ai 1000 miliardi di tonnellate di TNT.

 

Alcuni video esplicativi

Sono state effettuate alcune simulazioni di terremoti attraverso appositi macchinari che generano sismi controllati per il collaudo strutturale delle nuove tecnologie per l’edilizia. Vediamo di seguito una serie di video realizzati da enti autorizzati (vedi KOBE) al collaudo strutturale:

Lavorare nell’agricoltura biologica

Braccianti che spostano il raccolto Stimolanti opportunità di lavoro possono trovarsi in tutta la catena di approvvigionamento di prodotti biologici e, al crescere della domanda del consumatori, queste opportunità aumenteranno.

Agricoltura

Le più ovvie opportunità si trovano nell’azienda agricola, dove l’approccio più manuale verso l’agricoltura, in opposizione all’affidamento a sostanze artificiali, crea un bisogno maggiore di lavoratori di tutti i livelli di esperienza.

Gli agricoltori biologici di frequente assumono un gran numero di apprendisti e tirocinanti per garantire che la successiva generazione di agricoltori adotti una combinazione più sostenibile tra l’agricoltura tradizionale e quella moderna. Il bisogno di garantire la corretta gestione dei piccoli appezzamenti incrementa anche le opportunità per chi si dedica da poco all’agricoltura, in particolare in un momento in cui l’età media degli agricoltori è superiore a 60 anni e sempre meno persone scelgono di entrare nel settore agricolo.

Un’inchiesta della Soil Association del 2006, Organic Works (en) ha riscontrato che nel Regno Unito l’agricoltura biologica genera il 32% in più di lavoro per azienda rispetto ad un’azienda convenzionale equivalente, mentre gli agricoltori biologici del Regno Unito sono in media sette anni più giovani di quelli che si dedicano all’agricoltura tradizionale.

Porte aperte nelle aziende agricole

L’immagine di natura e campagna sana generata dall’agricoltura biologica offre opportunità per costituire aziende di turismo rurale ed ecologico, fattorie didattiche, aziende dimostrative, per realizzare giornate aperte al pubblico e altre attività di ospitalità.

I professionisti dell’ospitalità, della commercializzazione e del turismo possono trarre beneficio da questa tendenza.

Benessere degli animali

Grazie all’impegno dell’agricoltura biologica nel mantenere alti standard di salute e benessere degli animali, le persone che lavorano negli allevamenti biologici devono essere altamente qualificate. Capacità che devono avere non solo gli agricoltori e lavoratori rurali, ma anche:

  • Veterinari e fornitori di medicine veterinarie
  • Fornitori di mangimi animali
  • Fornitori di servizi, come specialisti in locali per bestiame

Cerca

I diversi fabbisogni dell’agricoltura biologica, come la necessità d’informazione e ricerca sul controllo delle infestanti senza l’uso di erbicidi o sul come avere alte rese senza contare su fertilizzanti sintetici, crea nuove opportunità in molte differenti campi della ricerca scientifica, come:

  • Sistemi colturali
  • Protezione delle piante
  • Nutrizione delle piante
  • Salute e benessere degli animali
  • Nutrizione degli animali

Nuovo modello

Molti agricoltori biologici, oltre a coltivare le piante ed allevare il bestiame che finiranno nel vostro piatto, rivestono un ruolo attivo nella commercializzazione e, talvolta, nella trasformazione, distribuzione e vendita al dettaglio, dei loro prodotti.

Questo approccio richiede fornitori di servizi che abbiano un’alta conoscenza del settore dell’agricoltura biologica, in modo di poter fornire agli agricoltori e trasformatori tutte le informazioni e competenze necessarie per il loro successo.

Esistono inoltre opportunità per specialisti nell’area dei servizi bancari, finanziari, di assistenza agricola e di gestione amministrativa per le diverse attività della catena del biologico attraverso l’UE.

Canali commerciali

L’ampia varietà di canali commerciali utilizzati dagli agricoltori biologici e addetti alla trasformazione genera a sua volta un gran numero di posti e opportunità nei relativi settori della trasformazione e distribuzione.

Trasporto

L’agricoltura biologica ha inoltre bisogno di trasportatori che possa soddisfare le specifiche domande dell’industria, cioè:

  • Spedizione dei prodotti ai mercati vicini e in breve tempo.
  • Effettiva separazione tra prodotti biologici e convenzionale durante tutto il tempo.
  • Riduzione al minino del tempo di trasporto e di qualsiasi stress o sofferenza del bestiame

Fonte: ec.europa.eu/agriculture/organic/society-economy/working-farming_it